Roma, 13 nov. (Labitalia) – La Fondazione Studi consulenti del lavoro ha esaminato, con il parere n.5/2013, la normativa per chiarire cosa s'intende per 'anno solare' in caso di lavoro accessorio. Con riferimento alla definizione temporale dell'anno solare, spiegano i consulenti del lavoro, non c'è motivo di discostarsi dalle pronunce del ministero del Lavoro che ha individuato un periodo di 365 giorni, che può decorrere da qualsiasi giorno del calendario. Al fine di verificare il superamento del limite economico stabilito dalla legge, l'azienda deve verificare, anche mediante autocertificazione rilasciata dal lavoratore, che nei 364 giorni precedenti il giorno della prestazione, il lavoratore non abbia percepito compensi di importo superiore al limite applicabile.Le prestazioni di lavoro accessorio sono attività lavorative, svolte senza l'instaurazione di un rapporto di lavoro. Si tratta di attività lavorative che non danno luogo, con riferimento alla totalità dei committenti, a compensi superiori a 5.000 euro nel corso di un anno solare (2.000 euro per imprenditori commerciali e professionisti) annualmente rivalutati sulla base della variazione dell'indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati intercorsa nell'anno precedente.