Roma, 31 ott. (Labitalia) – "La scadenza del 12 novembre, 21 per i contribuenti trimestrali, rischia di diventare un incubo per contribuenti e professionisti che li assistono". E' quanto si legge in un comunicato del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro riferito allo spesometro. "Il difficile assolvimento, alla luce dei ritardi tecnici e dei dubbi che ancora rimangono irrisolti, fa tornare in mente – spiega – il famoso 740 lunare dei primi anni '90. Ai già innumerevoli adempimenti esistenti a carico dei contribuenti, si aggiunge anche quello dello spesometro, con criticità che fisiologicamente si ribaltano sui professionisti che li assistono"."Un adempimento – precisa il Consiglio nazionale – che, come da quando nel 1998 è partita la gestione telematica, che ha consentito enormi progressi in termini di risparmio di costi e miglioramento dei processi organizzativi e lavorativi, i professionisti hanno svolto con correttezza e puntualità. Purtroppo, le condizioni che si sono create per l'assolvimento di tale adempimento risultano di difficile attuazione"."Il rischio – sostiene – è quello di fornire dati con un'eccessiva fretta, che rischia di ripercuotersi sulle finalità dell'adempimento, ovvero quello fornire dati utilizzabili dall'amministrazione per i controlli sui contribuenti, ai fini degli accertamenti sintetici. Tale adempimento, infatti, registra ancora uno stato d'incertezza non solo normativo, ma anche e soprattutto di natura tecnica. A tal fine, è bene evidenziare che il software di controllo dei dati, necessario per la corretta compilazione del modello, è stato diffuso solo il 25 ottobre. La scadenza per il primo invio è stabilita per il prossimo 12 novembre e, alla luce di quanto indicato, si tratta di una data troppo vicina per permettere a tutti gli operatori del settore il corretto svolgimento dell'adempimento". "Tutto ciò – avverte il Consiglio nazionale dei consulenti – inevitabilmente comporterà conseguenze negative sulla corretta esecuzione dell'adempimento: dai primi inserimenti dei dati, infatti, sono scaturite moltissime incongruenze tra istruzioni e modello. Non sono mancate anche diverse segnalazioni da parte di colleghi che hanno riscontrato varie anomalie e dubbi circa la corretta indicazione dei dati. I contribuenti, incalzati dalle richieste di dati mancanti da parte dei professionisti, manifestano notevoli disagi per l'imminente scadenza: occorre ricordare che non tutti hanno un'adeguata organizzazione al fine di poter integrare o fornire con immediatezza eventuali dati da inserire nel modello"."Diventa necessaria – sottolinea – nell'immediato non solo una proroga, ma anche una rivisitazione della procedura, con il fine sia di chiarire tutti i dubbi sollevati in questo periodo da tutti gli operatori del settore, sia allo stesso tempo rendere la procedura stessa snella ed efficace, per lo scopo per cui tale misura è stata introdotta: la possibilità reale di incrociare i dati trasmessi al fine di far emergere l'evasione fiscale. Non basta, infatti, assicurare la mano morbida sulle sanzioni se poi i dati che giungono sono inservibili. Meglio un ripensamento, un rinvio, per ottenere dati utilizzabili e una migliore gestione di un adempimento che non è legato ad esigenze di gettito".