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Consulenti del lavoro: spesometro adempimento che nasce male

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Roma, 4 nov. (Labitalia) – "La scadenza del 12 novembre (21 per i trimestrali) rischia di diventare un incubo per contribuenti e professionisti che li assistono. Ai già innumerevoli adempimenti esistenti a carico dei contribuenti, si aggiunge ora anche lo spesometro che presenta criticità e vizi tali da non renderlo attuabile". A sostenerlo il Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro. "Innanzitutto, vi è il solito problema della tempistica di attuazione -si spiega- considerato che il software di controllo dei dati, necessario per la corretta compilazione del modello, è stato diffuso soltanto lo scorso 25 ottobre. Il rischio dunque è quello di fornire dati con una pericolosa frettolosità, considerato che sono utilizzabili dall'amministrazione finanziaria per i controlli sui contribuenti ai fini degli accertamenti sintetici. Poi, vi sono le decine e decine di dubbi e criticità inerenti i contenuti del software di controllo e delle istruzioni, segnalate dai consulenti del lavoro".I consulenti del lavoro ne segnalano alcuni, "senza presunzione di essere esaustivi", precisano. "Primo. Per ciò che concerne le operazioni soggette, non è più indicata l'esplicita esclusione delle operazioni fuori campo Iva, prevista invece fino alla precedente versione del documento", dicono. "Secondo. Sulle operazioni legate al turismo, la versione definitiva delle istruzioni dice: 'Sono comunicate esclusivamente in forma analitica nel quadro TU del modello'. Allora, vanno sia nel TU che nel Q/FN, e non solo nel Q/TU?", si chiedono i consulenti del lavoro. "Terzo. Secondo le istruzioni, nel Q/SE vanno indicate le autofatture emesse per acquisti da 7 bis a 7 septies da prestatori extracomunitari. Non è specificato dove va indicata l'autofattura emessa per un acquisto di servizio 7-quater da un prestatore comunitario. Inoltre, a decorrere dalle operazioni 2013, per questi ultimi acquisti non si deve più emettere l'autofattura ma è obbligatoria l'integrazione della fattura estera emessa dal prestatore comunitario. Di tale differenza normativa fra il 2012 e il 2013 di cui non vi è alcun approfondimento nelle istruzioni", spiegano."Quarto. Per ciò che concerne le prestazioni rese a clienti esteri (diversi dai comunitari) da riportare nella sezione BL in forma aggregata unitamente a quelle BlackList, le istruzioni prevedono di indicare anche le operazioni 'non soggette'. Tale riferimento dovrebbe riguardare solo la BL Black List (che includono quelle di cui art 7-ter). Per lo spesometro le stesse operazioni art 7-ter non dovrebbero", sostengono. E ancora: "Quinto: nel caso di nota di credito, si devono segnalare i relativi importi con segno negativo; purtroppo, però, i tracciati record disponibili prevedono la possibilità di inserire per tutti i campi solo numeri positivi. Sesto: gli agricoltori in regime di esonero, perché con volume d'affari inferiore a 7mila euro, non risultano esclusi dall'applicazione del nuovo adempimento; mente logica e regole consiglierebbero la ricomprensione". "Settimo. Le operazioni verso privati non titolari di partita Iva sono esonerate dallo spesometro qualora il pagamento sia avvenuto mediante carte di credito, debito o prepagate. Ma ciò le istruzioni non lo indicano con chiarezza", proseguono i consulenti del lavoro, che aggiungono un ultimo punto: "Ottavo. Le registrazioni di riepilogo e schede carburanti richiederanno una verifica delle registrazioni operate nel 2012 con relativo inserimento di informazioni supplementari richieste e non note all'atto della originaria registrazione; insomma, una duplicazione di quanto già fatto"."Infine, vi è una considerazione di sistema in quanto questo tipo di strumenti per l'accertamento risultano letali per il rilancio dell'economia in quanto hanno una natura recessiva. L'effetto immediato della diffusione degli stessi è la contrazione dei consumi, dettata dal timore di avere ripercussioni negative dalle stesse. E in questo particolare momento della nostra economia di tutto ci sarebbe bisogno meno che di provvedimenti che non incentivano i consumi. E' da evitare infatti che la necessaria azione per la repressione dell'evasione fiscale trascenda in un sistema di controlli troppo stringente, da cui resterebbero condizionati anche i contribuenti onesti. Essi invece vanno premiati, mentre il coacervo di provvedimenti fiscali attualmente in essere pone tutti alla stessa stregua". avvertono."Diventa necessario dunque nell'immediato non solo una proroga -ribadiscono- ma anche una rivisitazione della procedura. Non basta infatti assicurare la mano morbida sulle sanzioni se poi i dati che giungono sono inservibili. Meglio un ripensamento sui contenuti e un rinvio dell'entrata in vigore, anche perché non legato ad esigenze di gettito".