Home Nazionale Consulenti, audizione Calderone su emergenza occupazionale

Consulenti, audizione Calderone su emergenza occupazionale

0

Roma, 3 lug. (Labitalia) – La presidente del Consiglio nazionale dell'ordine dei Consulenti del lavoro, Marina Calderone, è stata audita alla Camera dei deputati presso la XI commissione Lavoro pubblico e privato, in merito all'indagine conoscitiva sulle misure per fronteggiare l'emergenza occupazionale, con particolare riguardo alla disoccupazione giovanile.Nel corso dell?audizione, partendo dall'attuale situazione sulla disoccupazione giovanile in Italia e in Europa e sulla necessità che una vera riforma del lavoro debba essere anticipata da una strutturale riforma del sistema universitario nazionale, più rispondente alle nuove e reali esigenze di un mercato globalizzato, è stata esaminata l?indagine condotta dai consulenti del lavoro sui lavori che nessuno cerca, tipologie di lavoratori richiesti dal mercato, ma che nessuno vuole più fare (lavori dimenticati).Il documento rappresenta un excursus a 360° sul mercato del lavoro, dall'esame delle criticità contenute nella riforma Fornero (legge 92/12), già evidenziate dalla categoria e confermate ad un anno dall?entrata in vigore con un'indagine dedicata, condotta dalla Fondazione studi dei consulenti del lavoro, che fa emergere come la stessa non abbia centrato gli obiettivi occupazionali (mobilità, tempo determinato, apprendistato, donne, autonomi), sino alle nuove misure sul lavoro contenute nel disegno di legge 76 del 2013 in vigore dalla scorsa settimana. Sull'ultimo provvedimento (disegno di legge 76 del 2013), esaminato nel dettaglio nel documento presentato alla Camera, si evidenzia come risulta estremamente difficile valutare il reale impatto delle nuove misure sull?occupazione. Di certo vi è la bontà di alcune disposizioni come quelle su tirocini formativi, contratti di prossimità, lavoro accessorio e assunzione di lavoratori che fruiscono dell'Aspi. Non si può invece esprimere eguale parere sulla nuova formulazione del contratto a termine e sull'irrigidimento previsto per il recesso di associati in partecipazione e collaboratori a progetto.Solo uno sviluppo dell'economia, secondo i consulenti del lavoro, può fare invertire il trend negativo del Paese. E perché ciò si realizzi non basta lo sforzo fatto con questo ultimo decreto. Ci vuole un deciso intervento sui costi pubblici, da cui ricavare ingenti risorse da investire, ad esempio per detassare il reinvestimento degli utili.