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Confesercenti: da 2011 saldo negativo, 183mila aziende servizi in meno

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Roma, 3 dic. (Labitalia) – Tra gennaio 2011 e settembre 2013 i servizi hanno registrato un saldo negativo di 182.994 imprese: sintesi di 418.138 nuove aperture e ben 601.132 cessazioni, avvenute al ritmo di oltre 527 chiusure al giorno. E' quanto emerge dalle rilevazioni dell'Osservatorio Confesercenti. Si sentono molte considerazioni sul fatto che il futuro dell'Italia sarà legato allo sviluppo dei servizi, ma è il caso di dire che mentre non si vedono interventi proiettati verso la crescita di questi settori, la crisi la pensa in modo diametralmente opposto. A salvarsi dall'emorragia solo le imprese di giovani (quasi 59mila in più nello stesso periodo) e di stranieri (in crescita di oltre 28mila unità). Bilancio negativo per le donne (-8.712).Sebbene la crisi del settore sia indubitabile, i dati dell'ultimo trimestre mostrano come nei servizi ci si sia avviati verso una fase di rinnovamento della composizione della classe imprenditoriale. Le nuove aperture da parte di giovani e donne, infatti, mostrano una decisa crescita nel terzo trimestre del 2012: la percentuale di neo-imprese aperte da giovani è del 65,1%, mentre quella femminile del 55,4%. Cresce anche la presenza degli imprenditori stranieri, che raddoppiano, passando dal 17,9% delle nuove iscrizioni, registrato tra giugno e agosto, al 30,4% messo a segno nel terzo trimestre. Aumentano anche le imprese individuali, che nel terzo trimestre costituiscono l'81,9% delle nuove attività, mentre calano le società di capitali e di persone. Che sia ricerca di un autoimpiego o vocazione imprenditoriale, il dinamismo dei giovani ha cambiato profondamente l'equilibrio di classi d'età degli imprenditori dei servizi. Secondo i dati Confesercenti, infatti, da gennaio 2011 a 2013 le imprese giovanili hanno registrato, nel settore, un saldo positivo di circa 58mila imprese. Un risultato notevole, soprattutto se confrontato con quello generale, estremamente negativo, dei servizi. Saldo positivo, nello stesso periodo, anche per gli stranieri (+28.355 unità), mentre il recupero del terzo trimestre 2013 non riesce a mettere il segno più nel bilancio tra aperture e cessazioni di imprese a conduzione femminile, che dal 2011 vedono scomparire oltre 54mila attività.