Roma, 4 set. (Labitalia) – "Ci vorrebbero più qualità e professionalità di settore. La manovra sull'Imu è solo meno tasse sul patrimonio e più sull'abitare, meno certezze sulle entrate dei comuni e più tempo per il governo. Ancora una volta, mancano sistematicità e competenze di carattere specialistico nei processi di revisione della tassazione sulla casa". Lo ha dichiarato Giovanni De Pasquale, vice presidente di Confassociazioni con delega per Territorio e Ambiente e presidente dell'Associazione nazionale amministratori immobiliari professionisti."Il decreto del governo Letta -avverte- che comprende l'abolizione della rata dell'Imu sulla casa principale per quest'anno ed il conseguente impegno di rivedere tutta la tassazione sulla casa non è sufficientemente chiaro sia sulle risorse che il governo dovrà reperire e sia su altre forme di tassazione a favore dei Comuni che sono state annunciate con l'introduzione della Service tax a partire dal 2014". "C'è ancora grande confusione -osserva- sia nei professionisti del settore che nei cittadini-consumatori, anche se il provvedimento si rifà a quanto previsto in termini di federalismo fiscale. In realtà quasi tutti dimenticano due fattori importanti: che i nostri indici catastali sono da rivedere perché fortemente sperequativi e che la prima casa non produce alcun reddito, anzi comporta un vero carico economico in termini di spese: costo del condominio, ristrutturazione e manutenzione. La Service tax terrà conto di tutto questo? Diversamente sarebbe un altro sistema di tassazione sulla casa ugualmente iniquo al pari dell'Imu". "Non è possibile -continua Giovanni De Pasquale- che tutti, per reperire risorse finanziarie, si concentrino da sempre sul settore immobiliare. Così facendo si deprime sempre più l'edilizia ed il mercato degli immobili, due tra i principali pilastri dell'economia nazionale. Tutti i tentativi fin qui adottati, come le detrazioni fiscali sulle ristrutturazioni dei fabbricati già in vigore, non sono stati all?altezza delle aspettative". "Le imprese edili -sottolinea- sono sempre in sofferenza e la disoccupazione è ancora alta così come l'ambito professionale dei tecnici, degli impiantisti e delle industrie di prodotti edili". "D'altra parte -dice- come sanno bene le associazioni professionali di settore che fanno parte di Confassociazioni, non è difficile trovare soluzioni sistemiche per rimettere in moto il settore immobiliare, reperire risorse per l'Erario e dare un contributo alla ripresa dell'economia nazionale, senza aggravare e penalizzare i proprietari. Nei prossimi giorni organizzeremo una serie di incontri in cui presenterò agli operatori il progetto 'Ristrutturate per la rivalutazione e riqualificazione degli edifici di civile abitazioni, commerciali ed industriali'. Un progetto che ha come protagonisti le professioni e come obiettivo quello di liberare l'Erario dall'aggravio della defiscalizzazione e allo stesso tempo agevolare tutti gli italiani che sono proprietari di una casa in condominio".