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Confartigianato: da novembre 2011 a oggi perse 60mila imprese

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Roma, 11 giu. (Labitalia) – Nei 600 giorni da novembre 2011 a oggi, sono state perse 60mila imprese, la disoccupazione giovanile è cresciuta di oltre 8 punti, il Pil è calato del 3,4%, la pressione fiscale è aumentata di quasi 2 punti e il credito alle imprese è diminuito di 65 miliardi. E' la contabilità dell'ultimo anno e mezzo di crisi, evidenziata dal presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti. Merletti lancia poi la proposta di una compensazione piena tra crediti verso la Pa e tasse, rimarcando che serve la "compensazione universale dei crediti commerciali verso la Pa con quanto dovuto allo Stato in termini di tasse e contributi: è un atto di civiltà, oltre che di equità"."Fare cose concrete significa abbattere il mostro della burocrazia che si rigenera di continuo. Prima di puntare su nuove semplificazioni bisogna attuare quelle già approvate, controllarne l'effetto, verificare il risultato percepito dalle imprese", evidenzia il presidente di Confartigianato, rivolgendosi al governo, proprio alla vigilia di un nuovo provvedimento sulle semplificazioni: "Non fate nuove leggi, ce ne sono già tante, fate funzionare quelle che esistono. Insomma, bisogna semplificare la semplificazione".Per Merletti, poi, "è maturo il tempo per la nascita di un soggetto finanziario dedicato alle micro e piccole imprese, che ripristini regolari condizioni di accesso al credito e ci permetta di superare le difficoltà di finanziamento bancario che tutti verifichiamo nella nostra attività imprenditoriale". Un soggetto, dice, "non convenzionale, come ce ne sono in molti Paesi europei, che si muova in collaborazione con il sistema bancario e risponda alle necessità delle imprese di avere, innanzitutto, un credito di progetto sulle attività strategiche, ma anche liquidità a tassi agevolati, copertura del rischio e accesso a tutte le forme di capitalizzazione dell'azienda". In una parola, "l'Artigiancassa che c'era e che nel '95 è stata smantellata", dice. Nel frattempo, "va sostenuta la straordinaria vitalità dei Confidi, uno strumento inventato da noi, che è stato indispensabile per la tenuta del tessuto imprenditoriale del Paese durante la crisi, ma che ora ha bisogno urgente di supporto patrimoniale e ricapitalizzazione e può trovare, nelle risorse del Fondo centrale di garanzia, un efficace sostegno".

Articlolo scritto da: Adnkronos