Roma, 24 dic. (Labitalia) – "Nonostante la crisi, non siamo preoccupati sul fronte delle vendite degli alberi di Natale. Il mercato è relativamente stabile. I prodotti legati alle festività tengono meglio". Lo ha detto Francesco Mati, presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura, che ha aggiunto: "Quest'anno ci sono tante novità, alcuni vivai noleggiano piante di abeti ornamentali, più eleganti rispetto al classico abete natalizio (abies alba o picea eccelsa) tipo l'abies nordmanniana, l'abies cephalonica, l'abies pinsapo glauca dal fogliame argentato". Secondo i dati della Forestale, "gli abeti entreranno in sei milioni di case, ma bisogna fare attenzione allo smaltimento. E la concorrenza con gli alberi sintetici, anche di quelli colorati, non spaventa i produttori". Il mercato degli alberi di Natale, ricorda Confagricoltura, "è grande e libero e c'è spazio per tutti". "Molti comprano l'abete sintetico perché non vogliono sottrarre piante al territorio, anche se oggi, con i cartellini che ne certificano la provenienza, questo rischio non lo si corre", avverte. "Il piacere di sentire il profumo di resina degli abeti -continua Mati- fa tanto Natale e continua ad attrarre i consumatori. Va comunque messo in evidenza che gli alberi di Natale provengono da coltivazioni specifiche, monitorate dal Corpo forestale dello Stato e dotate di un apposito cartellino che ne garantisce la provenienza. Gli abeti ornamentali provengono, invece, da vivai di coltivazione classici e il loro costo è superiore perché si tratta di specie a crescita più lenta rispetto all'abete classico". Gli abeti di origine italiana, secondo Confagricoltura, provengono per circa il 90% da coltivazioni specializzate, cioè da piantagioni di alberi create per questo scopo, che occupano stagionalmente oltre mille aziende agricole in Italia. Confagricoltura ricorda che "l'abete di Natale classico è una pianta estremamente rustica e pioniera, in grado cioè di vivere in condizioni estreme". "Basta pensare alle montagne su cui cresce: roccia, poca terra, gelo e neve. Finite le feste, si può piantare l'albero in giardino o portarlo ai centri di raccolta che provvederanno ad utilizzare questi esemplari per i rimboschimenti in montagna", conclude.