Roma, 1 ago. (Labitalia) – Spiaggia libera (dove è possibile) e panini e bibite da casa. Sarà che l'estate è tardata ad arrivare e ha fatto molti capricci, facendosi desiderare soprattutto nei fine settimana, o sarà il portafoglio più leggero e la paura delle stangate settembrine, ma sono molti gli ombrelloni chiusi sulle spiagge italiane, che in alcune zone appaiono ancora mezze vuote. E anche i bar e i ristoranti sul mare sembrano poco affollati. Il dato è confermato a Labitalia da Tullio Galli, direttore nazionale Assoturismo Confesercenti. "Dal Nord al Sud anche a parità di presenze -dice- si registra un calo del fatturato in media dell'8-10%, il che significa che i vacanzieri spendono molto meno, risparmiano sui servizi in spiaggia, e la bibita e il panino se li portano da casa anzichè comprarlo al chiosco del lido". In questo quadro, osserva Galli, "il Sud è doppiamente penalizzato", a partire dalle difficoltà che si incontrano per arrivarci. "I treni si fermano a Napoli, aerei e navi hanno ormai costi proibitivi, le autostrade sono nelle condizioni che tutti conosciamo: l'Italia -sottolinea- è come se fosse tagliata in due". In certe zone, la 'desertificazione' delle spiagge ha raggiunto picchi elevati. "Sulle coste campane -riferisce a Labitalia Raffaele Esposito, dell'Associazione Balneari Camerota- a giugno si è perso il 30-35% di presenze e ad oggi, pur recuperando qualcosa, siamo sempre al 15-20% in meno dell'anno scorso." Eppure, assicurano gli operatori, i prezzi di sdraio e ombrelloni non sono affatto rincarati. Anzi. "Lo hanno attestato recentemente -ricorda ancora Galli, direttore Assoturismo- anche le associazioni dei consumatori e riviste specializzate, che normalmente non sono tenere con gli esercenti: le tariffe sono rimaste stabili rispetto a un anno fa. Anzi: grazie alle offerte last minute o alle convenzioni o a formule innovative, i prezzi scendono e di parecchio". E allora, per combattere l'effetto-sfiducia provocato dalla crisi e dalla paura dell'Iva e dell'Imu, non rimane che puntare sulla bellezza e sulla qualità del mare. "Nel Cilento -racconta Esposito- abbiamo creato 'i lidi del Parco', marchio di qualità ambientale che contraddistingue le imprese che rispettano i requisiti di sostenibilità ambientale. Sono lidi amovibili e realizzati solo con materiali ecocompatibili, vi si svolge la raccolta differenziata, mentre le aziende balneari contribuiscono alla conoscenza e alla diffusione dei prodotti tipici del territorio del Parco". I prezzi sono alla portata di tutti: 8 euro a maggio e giugno per ombrellone e 2 lettini, 10-12 euro a luglio e 15-20 ad agosto. "Un modo per favorire chi si muove per venire qua e rendere appetibili questi luoghi magnifici", conclude Esposito.