Roma, 21 mag. (Labitalia) – La crisi ha colpito anche la raccomandazione che risulta sempre meno efficace nel garantire un?opportunità di lavoro, tanto che solo l?11% dei giovani italiani dichiara di avervi fatto ricorso. E' quanto emerge dalla prima analisi Coldiretti-Swg su 'I giovani e la crisi', presentata all'assemblea di Giovani Impresa Coldiretti alla vigilia della presentazione del piano giovani del governo, dalla quale si evidenzia però che la percentuale sale al 17% per i giovani già occupati. "Una motivazione va forse ricercata anche nel fatto che – sottolinea la Coldiretti – tra i giovani si indebolisce il sogno di avere un posto fisso da dipendente al quale è interessato comunque ben il 54%, mentre un consistente 30% aspira a lavorare da solo come libero professionista e il 13% come imprenditore". Sempre secondo la Coldiretti, quattro giovani italiani su dieci non hanno mai preso in mano una trapano (40%) o una zappa (36%). "Il 95% dei giovani under 40 – sottolinea la Coldiretti – ha rifatto il letto, il 94% la spesa e il 91% cucinato un uovo. La mancanza di manualità va in parte ricondotta al fatto che anche tra i giovani occupati ben il 47% svolge una attività impiegatizia da dipendente mentre solo il 6% fa l?operaio e una percentuale analoga (6%) professioni come cuoco, cameriere o parrucchiere. "Nel tempo della crisi il recupero della manualità è diventato un fattore importante nella ricerca del lavoro con il ritorno e la nascita di grandi opportunità come dimostra il settore agricolo ma non solo – ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nell'auspicare – un maggiore impegno della scuola ma anche proponendo di rimuovere gli ostacoli che impediscono la possibilità di svolgere stage nelle campagne".