Roma, 29 apr. (Labitalia) – La crisi cambia la scelta dei souvenir. Addio a statuine, gadget e magliette a favore di prodotti tipici del luogo visitato quali formaggi, salumi, miele, vino o liquori.Gli acquisti di vino e alimenti fatti da turisti italiani e stranieri hanno raggiunto infatti la cifra record di 10,1 miliardi di euro nell'ultimo anno. E' quanto emerge da un'analisi della Coldiretti sulla base del rapporto curato dell'Isnart sull'impatto economico del turismo in Italia nel 2012 dal quale si evidenzia che la spesa per prodotti tipici ha fatto registrare un incremento record del 43% negli ultimi quattro anni in netta controtendenza con il calo di tutte le altre voci a partire dall'acquisto dei capi di abbigliamento che fa segnare un crollo del 31,5% nello stesso arco di tempo.Alla spesa per l'acquisto di prodotti alimentari va aggiunta – sottolinea la Coldiretti – quella affrontata dai turisti per i pasti consumati in ristoranti, pizzerie, bar, caffè e rosticcerie che ammonta ad un totale di 13,9 miliardi di euro. Un tendenza che ha fatto diventare l'enogastronomia il vero motore della vacanza made in Italy generando nel 2012 un impatto economico complessivo sul territorio italiano di 72,2 miliardi di euro (alloggio e spese sul territorio).Tra i souvenir più richiesti e acquistati figurano la mozzarella di bufala in Campania, il formaggio Asiago in Veneto, il pecorino della Sardegna e il prosciutto San Daniele nelle montagne del Friuli. Inoltre il Barolo del Piemonte, la Fontina in Valle d'Aosta, il limoncello campano e il Caciocavallo del Molise. Specialità nostrane che – precisa la Coldiretti – possono essere acquistate nella grande varieta' dei percorsi turistici legati all'enogastronomia presenti nelle citta' ma anche nei centri minori delle campagne che si stanno rivitalizzando grazie a queste nuove opportunità. L'acquisto di prodotti tipici come ricordo delle vacanze è una tendenza in rapido sviluppo favorita – sottolinea la Coldiretti – dal moltiplicarsi delle occasioni di valorizzazione dei prodotti locali che si è verifica nei principali luoghi di villeggiatura, con percorsi enogastronomici, città del gusto, mercati degli agricoltori di 'Campagna amica', feste e sagre di ogni tipo.L'Italia è l'unico paese al mondo che – precisa la Coldiretti – puo' contare anche sulla leadership europea nella produzione biologica e nell'offerta di prodotti tipici con ben 249 denominazioni di origine riconosciute a livello comunitario e 4671 specialita' tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 331 vini a denominazione di origine controllata (doc), 59 a denominazione di origine controllata e garantita (docg) e 118 a indicazione geografica tipica (igt). Una tendenza emergente è quella dell'acquisto diretto delle specialità nostrane dai produttori direttamente in frantoi, cantine, malghe, cascine e azienda o nei mercati, agriturismi e botteghe di Campagna Amica (www.campagnamica.it). Un'opportunità per i vacanzieri italiani e stranieri che possono così garantirsi souvenir esclusivi e di qualità al giusto prezzo , ma anche una occasione per le imprese agricole che – conclude la Coldiretti – possono vendere senza intermediazioni e far conoscere direttamente le caratteristiche e il lavoro necessario per realizzare specialita' territoriali uniche ed inimitabili.