Roma, 12 dic. (Labitalia) – Dalla dignità professionale, al diritto al lavoro autonomo, dalle vessazioni per i professionisti, all'esigenza di investire in un settore con troppe potenzialità inespresse, previdenza, formazione, tutela dell'utenza, crescita e strategie di promozione professionale questi i temi affrontati dalla relazione programmatica di Emiliana Alessandrucci, presidente Colap, in occasione di 'Fare professionisti-formazione attestazione ripresa economia', l'incontro dedicato al mondo delle professioni associative. "Noi professionisti, siamo dei privilegiati, scegliamo il nostro lavoro -ha detto- scegliamo il modo di professarlo, scegliamo gli ambiti di intervento e di specializzazione. Ma poi partecipo a convegni e a confronti politici, sindacali sul lavoro e sento troppo spesso trattare l'autoimprenditoria come una scelta di secondo ordine, obbligata o di precariato". "Il valore economico -ha ricordato- è sempre più generato da beni immateriali; il bene di produzione oggi è il sapere, che diviene risorsa strategica, siamo nell'Europa della conoscenza, che supera i confini nazionali e diviene un unico mercato. E noi siamo i protagonisti di questo nuovo mercato in evoluzione, su di noi si punta per competere, per crescere, per sostenere"."Oggi il Colap -ha chiarito- con l'iscrizione all'elenco del Mise, come forma aggregativa, potrà svolgere la sua funzione anche formalmente. Certamente questa è una vittoria del Colap, ma non certo per il Colap, ci tengo a precisare che l'iscrizione nell?elenco delle forme aggregative eleva l'intero nostro settore, infatti con essa il mondo associativo è formalmente riconosciuto come interlocutore rappresentativo di una forza importante di questo paese. Dobbiamo promuovere il valore dell'attestazione di qualificazione professionale rilasciata dalle nostre associazioni; deve diventare un valore aggiunto identificabile, strumento di valorizzazione e titolo preferenziale per la scelta del professionista". -"In questo periodo di crisi -ha continuato la presidente Alessandrucci- abbiamo osservato le iscrizioni alle nostre associazioni, pur avendo in molti casi dovuto abbassare la quota associativa il numero degli iscritti è salito. Oggi i professionisti che si associano alle nostre associazioni vengono da lavori stabili che si sono destabilizzati e così colgono l'occasione per investire, puntare, scommettere sulla professione intellettuale, che sappia di più corrispondere alle proprie aspettative, ripensare il lavoro così lo rende più dignitoso, più libero e anche più umano". "La politica -ha rimarcato la presidente Colap- non deve essere vittima, succube, ancorata all'economia, non si può procedere solo su scelte sostenibili, coperte, protette, occorre rischiare, prendersi la responsabilità di credere in qualcosa e di proporlo anche contro corrente, anche contro bilancio". "L'emendamento alla legge di stabilità -ha ricordato- che richiede il blocco dell'innalzamento dell'aliquota contributiva per i professionisti a partita iva esclusiva; quello è stato un provvedimento coraggioso e necessario, dove la politica si è imposta all'economia e ha proposto una soluzione su cui cercare una copertura, ma chiediamo di riformare la gestione separata dell'Inps". "Il rapporto con gli ordini professionali -ha poi ammesso Alessandrucci- si è inasprito, il loro tentativo è di continuare a rivendicare spazi riservati, a trincerarsi dietro fantomatiche protezioni del mercato, le denunce in alcune professioni sono aumentate e anche le battaglie mediatiche si sono acutizzate; ma ci sentiamo sicuri, non occupiamo spazi riservati e crediamo profondamente nella libertà di esercizio della professione, principio sancito dalla Costituzione".