Roma, 13 dic. (Adnkronos/Cinematografo.it) – "Ogni volta che faccio un film attingo dalla mia vita personale: qui ho messo quello che stavo vivendo in un particolare momento, i vari problemi o le riflessioni su alcune cose. Dirigere un film ti dà una grande opportunità, ma la cosa più importante è provare a spingersi in territori poco noti, che magari come regista non ti sono congeniali: e da questo punto di vista 'I sogni segreti di Walter Mitty' è il film che mi ha dato più soddisfazioni". Così Ben Stiller presenta in Italia il suo quinto lungometraggio da regista, incentrato come da titolo (in originale è The Secret Life of Walter Mitty, dal racconto omonimo del 1939 di James Thurber) su un personaggio, Walter Mitty, che proprio il cinema ha conosciuto la prima volta nel '47, grazie al film di Norman Z. McLeod ('Sogni proibiti'), rivisto in chiave comica 35 anni più tardi da Neri Parenti ('Sogni mostruosamente proibiti') e ora – grazie al nuovo adattamento firmato da Steve Conrad – outsider tra i vari blockbuster pronti ad invadere le sale per le festività natalizie: sugli schermi dal 19 dicembre distribuito da 20th Century Fox in circa 300-350 copie.
Articlolo scritto da: (Spe/Opr/Adnkronos)