Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
Molti incontrando per strada Catena Fiorello Le chiedono perché abbia scelto questo titolo per il suo nuovo libro.
“Semplice, perché il pane è la dignità della persona”.
In un momento storico come questo, la dignità delle persone è messa a serio rischio.
“Se togli la possibilità di avere un lavoro anche saltuario o che comunque dia la possibilità di riuscire a pagare l’affitto a fine mese, se togli questo, significa che alle persone stai togliendo tutto”.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano inteso quindi come incoraggiamento a non perdere la dignità, nonostante tutto.
Catena Fiorello sarà ospite del Giardino delle IDEE sabato 26 ottobre 2013 alle ore 17.00 nella consueta e magica cornice della Sala delle Muse del Museo Nazionale d’Arte Medioevale e Moderna di Arezzo in via San Lorentino, 8 (INFO: 0575 409050) con ingresso come sempre libero e gratuito.
Catena ha deciso di raccontarsi, di parlare di famiglia.
Una famiglia come tante in uno stato di necessità permanente.
Una famiglia che non si arrende davanti alle difficoltà, né si piega o permette alle difficoltà di piegarla.
Una famiglia che trova ogni giorno la forza e la volontà di andare avanti.
Una testimonianza per dire, ai giovani soprattutto, che c’è sempre speranza.
Anche se il momento è difficile, anche se si proviene da una famiglia con poche disponibilità economiche, c’è l’obbligo verso sé stessi di credere in qualcosa di grande, di avere coraggio, di osare.
Catena ha deciso di parlare dei suoi genitori che tutte le mattine, malgrado le difficoltà, si alzavano, scendevano dal letto, si vestivano, andavano a cercare un lavoro e con coraggio affrontavano la vita.
Ha deciso poi di associare ai personaggi della sua famiglia dei piatti di cucina.
Scelta curiosa forse ma che ha una spiegazione.
Mesi fa, mentre preparava il libro, Le è stata fatta la domanda: “Raffigura ogni elemento della tua famiglia con un piatto”.
E Catena l’ha fatto con ironia, Le è venuto facile.
Così si è paragonata al polpo.
Il polpo apparentemente è duro, però poi dentro è morbido e gustoso.
Rosario l’ha associato a un torrone e così via per gli altri componenti della famiglia.
Si è spinta oltre decidendo di scrivere anche alcune ricette.
Sia chiaro, il libro di Catena non è un libro di ricette.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano è un libro delicato e tenero, diverso dai precedenti “Picciridda”, “Nati senza camicia” e “Casca il mondo, casca la terra”.
In comune con essi c’è lo stato di necessità permanente, ovvero la difficoltà economica.
Uno stato presente nel romanzo “Picciridda” dove Catena affronta con garbo il tema dell’emigrazione.
Uno stato presente in “Nati senza camicia” con il racconto di storie di personaggi quali Versace, Pavarotti, ecc.
Uno stato presente in “Casca il mondo, casca la terra” dove protagonista è una donna che, in cerca di fortuna, parte da un piccolo centro del Salento verso Roma.
Stato di necessità permanente che diventa forza e spinta per fare le cose, per vivere e non sopravvivere, per tirare fuori la creatività che c’è dentro di noi.
La scorsa settimana una signora in occasione della presentazione del libro ha chiesto a Catena se Le mancasse qualcosa oggi.
“Niente oggi come niente allora, perché se le cose ti mancano significa che dovevano mancare”.
“A quarantasei anni sviluppi una sensibilità particolare nei confronti della vita e ti rendi conto che lo stare bene ti permette di fare tutto” ama ricordare Catena.
Anche l’uscire fuori e fare una passeggiata per le vie di Taormina.
Anche ritornare a trovare gli amici del Giardino delle Idee.