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Castiglion Fibocchi: Le Dimissioni del Gruppo Insieme

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Questa mattina alle ore 8.30 i nostri tre consiglieri Gianni Scolari, Rachele Bruschi e Simone Otelli, dopo ampie riflessioni in questi mesi insieme all’intero gruppo, hanno depositato al protocollo del Comune di Castiglion Fibocchi le proprie dimissioni da consiglieri comunali. L’atto è stato presentate congiuntamente e contemporaneamente a quello del gruppo indipendente Liberi per Castiglioni.
Le dimissioni di 5 consiglieri sono la causa dello scioglimento del Consiglio Comunale e la caduta dell’Amministrazione Montanaro. Solo successivamente in un ennesimo tentativo di mettere la sua figura al centro delle luci della ribalta come martire e protettore del nostro paese,Salvatore Montanaro si è dimesso dalla carica di Sindaco. Troppo tardi, visto che l’iter burocratico dello scioglimento dell’organo di massima espressione politica era già partito, per quanto Salvatore Montanaro abbia voluto scavalcarlo anche in quest’ultimo tentativo dettato dal suo ego.
Le dimissioni dei consiglieri di opposizione sono venute dopo la chiusura della vicenda sul biogas a Castiglion Fibocchi alla quale il nostro gruppo ha sempre apportato il proprio contributo ad iniziare dalla presentazione di una mozione in seno al Consiglio Comunale del 3 maggio 2012, mozione che ha voluto forzare la mano alla giunta Montanaro ed alla maggioranza in consiglio a favore di una posizione chiara e contraria all’insediamento dell’impianto, cosa che invece non appariva in una delibera del dicembre 2011, in cui si lasciava spazio alla valutazione del progetto presentato dalla Società EPI.
L’essenza della nostra decisione sta nell’aver appurato in questi mesi l’insostenibilità e l’incapacità assoluta da parte del Sindaco Montanaro, della sua Giunta e dell’intero gruppo di maggioranza Vivi Castiglion Fibocchi, ad amministrare il nostro Comune con una paralisi evidente della vita politica, culturale e sociale all’interno del paese. Decisioni spesso prese contravvenendo alla normativa vigente, chiusi all’interno delle stanze del palazzo comunale, privando la partecipazione e la condivisione dell’interesse comune con chi rappresenta parte dei titolari di quell’interesse e cioè i cittadini, calpestando i diritti della minoranza nell’esercizio della sua attività, ed abusando l’utilizzo di parole quali “trasparenza” e “partecipazione” all’interno dei social network ufficiali ed ufficiosi, parole che nella realtà hanno avuto come riscontro nel palazzo comunale il vuoto assoluto. Il tutto culminato con la mancata adozione del Regolamento Urbanistico, massima espressione politica di una Amministrazione e sintomo quindi di una malattia cronicizzata impossibile da curare.
A questo si è sommato, cosa gravissima a nostro pare, un clima avvelenato all’interno della comunità cominciato già durante la campagna elettorale e culminato negli ultimi mesi, quando la maggioranza non era più tale, con vessazioni, ritorsioni, ricatti morali e politici che non potevano essere più taciuti dal nostro gruppo. Sono venuti meno i rapporti civili di convivenza tra i cittadini, problema non di poco conto se si parla di un piccolo comune di 2000 abitanti ma che Salvatore Montanaro da una parte ha preferito minimizzare, mentre dall’altra lo fomentava nelle piazze, nei luoghi pubblici e negozi grazie al suo gruppo di supporto.
Mancanza di rispetto verso Castiglion Fibocchi e i suoi cittadini e un assoluta mancanza di stile da parte di Salvatore Montanaro, riscontrabili in due elementi da tener conto:
– l’uomo che si è presentato come l’uomo delle istituzioni, colui che ha rappresentato alte cariche dello Stato, nella sua lettera di dimissioni ha espresso amarezza per la lontananza degli altri livelli istituzionali, attraverso una breve “stoccata” che vogliamo riportare: “- Amarezza per la solitudine causata dalla disattenzione e dalla lontananza degli altri livelli istituzionali dallo sforzo dell'amministrazione comunale per ripristinare condizioni di legalità.” Una frase non di poco conto, scritta da un uomo che ha vissuto tempi in cui era più vicino a quelle stesse cariche istituzionali ed alle quali molte di queste gli corrispondevano un rispetto diverso. Ma questa è la prova che non si può pretendere di fare il sindaco solo come modo di occupare in maniera diversa l’esistenza da pensionato. Essere stati prefetti o commissari prefettizi o avere avuto altri incarichi simili non vuol dire essere bravi a fare tutto, compreso il sindaco di una piccola comunità.
– l’essersi presentato come “Sindaco di tutti”, “il Sindaco del comune di 2000 consiglieri”, il Sindaco di una lista di comunità, che però non convoca la sua ultima conferenza stampa nel palazzo comunale dei suoi cittadini bensì nella sede provinciale del Partito Democratico.
Lo stesso Partito Democratico che ovviamente si sta strappando le vesti per colui che era considerato “la punta di diamante nel panorama politico provinciale”. Spicca la figura
dell’Onorevole Donella Mattesini che, presa dai molteplici impegni a livello nazionale e dei quali è giusto che si occupi con rinnovato impegno, evidentemente non è a ben conoscenza di tutto quello che Montanaro ha promesso e non ha fatto nel nostro paese, del clima irresponsabile creato nella comunità, dei problemi che non ha affrontato nel lavoro, nel sociale, nei servizi, e verso i quali anche lei come rappresentante del territorio dovrebbe rivolgere la sua attenzione, piuttosto che tutelare una scelta sbagliata dando come sempre la colpa ad altri.
Per cui, seppur consapevoli degli obblighi e dei doveri che la nostra carica ci impone perché elettiva e rappresentazione della volontà dei Castiglionesi, non potevamo più tollerare un’assoluta mancanza di rispetto dei principi della democrazia e della libertà che devono essere necessariamente rispettati anche e soprattutto nella diatriba politica, al di là delle cariche e dei ruoli.
Le nostre dimissioni rappresentano l’ultimo atto di responsabilità a favore di tutta la Comunità di Castiglion Fibocchi.