Roma, 23 apr. (Labitalia) – "Oggi ragioneremo sull'assetto complessivo del mercato del lavoro, che non è fatto solo di legge Fornero, ma anche di una serie di provvedimenti necessari per far ripartire l'economia e consentire alle aziende di avere risorse per riqualificare il personale e riprendere in positivo il volano dell'occupazione". Così, in un'intervista a 'Il Sole 24 Ore', Marina Calderone presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro riferendosi al 'Forum lavoro 2013'. "Il ministro Elsa Fornero – fa notare – è consapevole che i consulenti del lavoro hanno mantenuto nel tempo una posizione tecnica, non politica, di perplessità su alcuni interventi contenuti nella riforma. Nella legge convivono provvedimenti sui contratti, sui licenziamenti e sugli ammortizzatori sociali. E' un testo ambizioso ma l'esigenza di far convivere temi diversi è anche un limite in quanto obbliga a individuare dei compromessi per mantenere in piedi l'impianto generale"."Le aziende – afferma Marina Calderone – hanno bisogno di liquidità perché senza non si può adempiere alle obbligazioni nei confronti dei lavoratori e versare i contributi previsti. Ma uscire dal circolo della regolarità significa andare verso il baratro del lavoro nero, mentre noi dobbiamo promuovere il lavoro legale. Inoltre vanno liberate risorse per gli ammortizzatori sociali, anche reimpiegano risorse sottratte alle aziende che finiscono alla finanza pubblica come oneri impropri". "Mi riferisco – aggiunge – al tesoretto dell'Inail che si è creato negli anni perché le tariffe e i premi non sono stati adeguati all'andamento degli infortuni e le aziende pagano più del necessario. E' un tesoretto di quasi 26 miliardi di euro che oggi viene gestito dalla Tesoreria dello Stato per altre necessità. Infine il governo dovrà porre attenzione sulla necessità di semplificare adempimenti inutili".