Home Nazionale Calderone, da inattivismo nessuna agevolazione per ingresso mercato

Calderone, da inattivismo nessuna agevolazione per ingresso mercato

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Roma, 23 apr. (Labitalia) – "Uno dei rischi che si corrono con l'inattivismo di questi tempi è una generazione di persone che stanno alla finestra ed un maggior lasso di tempo per andare alla pensione non agevola l'ingresso nel mondo del lavoro". Lo ha detto Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, intervenendo al Forum lavoro 2013. "C'è la necessità – sostiene – di utilizzare la flessibilità buona per lo sviluppo del mercato del lavoro e questo non significa creare precarietà ma occasioni di lavoro".Diversi gli aspetti della riforma del mercato del lavoro analizzati nel corso del Forum. "In caso di crisi aziendale – ha detto il giuslavorista Gabriele Fava – il nostro ordinamento mette a disposizione delle imprese molteplici strumenti giuridici che consentono di intervenire sul personale allo scopo di alleviare e-o superare la crisi. La legge 92/2012 è intervenuta sulla disciplina del licenziamento collettivo e sulla cassa integrazione"."Il nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori – ha spiegato Arturo Maresca , docente alla Sapienza di Roma – non modifica le causali che giustificano il licenziamento, ma il regime sanzionatorio del licenziamento illegittimo. Tale modifica comporta il passaggio da un sistema sanzionatorio fondato sul dualismo tra stabilità obbligatoria e stabilità reale, ad un regime misto nel quale la reintegrazione e l?indennità concorrono, in via alternativa, a sanzionare il licenziamento illegittimo. Si tratta, allora, di stabilire quando si applica la reintegrazione e quando l'indennità onnicomprensiva, muovendo dall'osservazione che per disporre la reintegrazione il giudice deve individuare uno dei tre presupposti previsti dall'articolo 18". "La legge di riforma del mercato del lavoro – ha chiarito Angelo Pandolfo, docente alla Sapienza di Roma – intervenendo sul contratto a termine con molteplici disposizioni, prevede anche la possibilità di stipulare il primo contratto, a determinate condizioni, senza necessità della causale. La novità è già al centro di molti contenziosi. La legge 92 interviene anche nella fase del rinnovo del contratto a termine. Infatti, viene confermata la regola sulle proroghe (massimo una) mentre il periodo di attesa obbligatoria tra un contratto e l'altro sale da 10 a 60 giorni (addirittura da 20 a 90, quando il primo contratto ha superato i 6 mesi). ".Enzo De Fusco coordinatore scientifico della Fondazione studi dei consulenti del lavoro è, invece, intervenuto sulla detassazione dei salari. "E' applicabile anche per il 2013 – ha ricordato – l'imposta sostitutiva al 10% dei compensi legati ad aumento produttività nei limiti di 2.500 euro l'anno. Il beneficio spetta solo ai dipendenti che hanno percepito nel 2012 un reddito non superiore a 40.000 euro. Il diritto al beneficio spetta a condizione che sia firmato e depositato un accordo aziendale o territoriale per aumentare la produttività. Il diritto decorre solo successivamente alla sottoscrizione dell'accordo aziendale o al recepimento di quello territoriale".Il direttore dell'Agenzia delle entrate, Attilio Befera, nel corso del Forum lavoro 2013, ha annunciato che "non ci sarà nessuna sanzione nel caso di errori sulle detassazione da gennaio a luglio". Befera ha così risposto alle criticità dell'Istituto, evidenziate dai consulenti del lavoro tramite lo Sportello reclami della Fondazione Studi, sottolineando che Equitalia agisce in base alla legge e talvolta, per venire incontro ai contribuenti, contra legem, citando ad esempio il caso della compensazione, in cui la direttiva ne ha consentito l'utilizzo ancora prima della legge per incrementare rimborsi pagati alle imprese per carenza liquidità. Il direttore dell'Agenzia delle entrate ha poi annunciato l'emanazione di una direttiva per semplificare i criteri dei controlli sui rimborsi Iva, specie per le imprese che sono sempre a credito, per accellerare la procedura di rimborso. Tutto questo per produrre meno documentazione e ridurre quindi gli oneri amministrativi.