Roma, 24 mag. (Labitalia) – "Rafforzare la nostra identità diventando anche consulenti strategici: di questo hanno bisogno le aziende e questo dobbiamo offrire. Identità che ha bisogno di guardare al futuro preparando una nuova classe dirigente, vera linfa della nostra professione". Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro, ha aperto i lavori dell'assemblea dei consigli provinciali. Una due giorni, in corso presso lo Spazio Roma Eventi, a Roma, che vede riuniti i dirigenti provinciali dell'Ordine provenienti da tutta Italia. Al centro del dibattito, i regolamenti sul praticantato e sulla formazione continua, le società professionali, le proposte di modifica al codice deontologico, ma anche i nuovi parametri. "E' nostro compito far crescere motivati appassionati, preparati e specializzati i giovani attraverso percorsi di elevata qualità. I consulenti sono centrali nel mondo del lavoro, sotto tutti i punti di vista, non ultimo quello della sussidiarietà per il ruolo che svolgiamo nei confronti della pubblica amministrazione", ha detto Calderone. "Oggi è meglio di ieri, ma peggio di domani. I consulenti del lavoro hanno ancora molte pagine importanti da scrivere. Per questo è necessario individuare i migliori percorsi per il futuro", ha sottolineato. La presidente ha, quindi, ricordato quanto i consulenti del lavoro siano cambiati rispetto al 1979, anno in cui è entrata in vigore la legge istitutiva della professione: "Con orgoglio possiamo dire che oggi siamo molto e molto altro. Da tenutari di buste paga a consulenti strategici del mondo del lavoro. Questi risultati sono stati ottenuti perchè i consulenti del lavoro hanno capito il ruolo fondamentale che dovevano interpretare".
"Ecco perché abbiamo fatto una cavalcata nel mondo del lavoro aggiungendo alla legge 12, altre importanti attribuzioni: certificazione, conciliazione e arbitrato, anche preventiva con legge Fornero. Evidentemente nel mondo del lavoro la nostra funzione è ben chiara", ha proseguito Calderone, che è anche presidente del Cup (Comitato unitario professioni), e che con orgoglio ha poi ricordato che "discutere oggi di praticantato, formazione, temi che forse preoccupano talune professioni in vista del recepimento entro il prossimo mese di agosto, ma che certamente non crea alcun problema ai consulenti del lavoro che furono i primi a prevedere la formazione continua quando ancora non era obbligatoria".Calderone ha, poi, evidenziato l'importante risultato ottenuto con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto parametri, ricordando che, se da un lato il dm 140/2012 riguarda tutte le professioni, quello entrato in vigore il 23 aprile scorso riguarda solo i consulenti del lavoro. "In esso si trova tradotto – ha spiegato – lo sforzo della categoria di far disegnare pienamente l'esercizio delle funzioni professionali. Infatti, oltre a indicare analiticamente le tipologie di attività oggetto dei parametri, contiene una precisa definizione di cosa si intende, tra gli altri, per 'consulenza del lavoro', 'adempimenti in materia di lavoro, ed evidenza e assistenza sociale', 'consulenza e rappresentanza tributaria', 'ammortizzatori sociali'.Sui giovani, infine, ha evidenziato che tutti dobbiamo "guardare ai giovani non come concorrenti ma come linfa della professione". "Sarà la classe dirigente che ci sostituirá nel futuro e per questo occorre avere giovani preparati e specializzati. Ed è con questo spirito che è stato disegnato il regolamento sul praticantato", ha concluso.
Articlolo scritto da: Adnkronos