Arezzo nel cuore di Roma. Per un solo giorno ma in modo eccezionale e con grandissima qualità. Ringrazio tutti coloro che si sono impegnati per realizzare quella che è stata una formidabile cartolina della nostra città e della nostra provincia. L’elenco sarebbe lunghissimo: decine di associazioni e gruppi, oltre un migliaio di figuranti e cittadini. Voglio solo citare il Prefetto Ordine, il Vescovo Fontana, il Questore Addonizio, il Presidente della Camera di Commercio Tricca e l’assessore provinciale Borghesi. E sottolineare, insieme a quello di tutti gli altri, il grande impegno della struttura comunale, coordinata dall’assessore De Robertis, che ha collaborato, con l’Associazione Famiglie dell’Europa, alla riuscita dell’evento.
Prendo a simbolo la Giostra del Saracino per evidenziare il valore e il significato della presenza di Arezzo a Roma. Quando si hanno cose preziose in casa e costantemente sotto gli occhi, si finisce per assegnare ad esse un valore minore di quello che effettivamente meritano. Vedere la Giostra, la bellezza dei suoi costumi, la perfezione dei movimenti, il suono dei nostri musici e i “giochi” dei nostri sbandieratori ci ha confermato quanto essa sia bella e preziosa. Nel suo contesto naturale di piazza Grande ma anche in quello, assolutamente straordinario, di piazza San Pietro.
Grazie quindi a tutti. Grazie all’organizzatore Balestrini e agli amministratori della città di Roma che saranno nostri ospiti alle prossime edizione della Giostra del Saracino.