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Bartolozzi (Ppe): non soddisfatti risultati voto su direttiva Ue tabacco

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Roma, 12 lug. (Labitalia) – "Non possiamo ritenerci soddisfatti dei risultati del voto sulla direttiva dei prodotti del tabacco. Le misure approvate dalla commissione Ambiente del Parlamento europeo, relative ad esempio a misure di standardizzazione del pacchetto o al divieto di vendita di intere categorie di prodotti, non solo rischiano di interferire sul funzionamento del mercato interno, ma potrebbero aprire la strada a un preoccupante aumento del mercato illegale di questi prodotti e penalizzare fortemente la filiera produttiva del tabacco e quella italiana in particolare". Così l'europarlamentare del Ppe Paolo Bartolozzi, commenta, con Labitalia, il via libera della commissione Ambiente e Salute del Parlamento europeo alla bozza di direttiva sul tabacco già approvata dai ministri della salute Ue."Si sarebbe dovuto puntare maggiormente -continua Bartolozzi- su campagne informative per i giovani sui rischi del fumo, più che sull'introduzione, senza evidenze scientifiche a sostegno della loro efficacia, di bandi e divieti sui prodotti. I mancati incentivi a favore dei prodotti a minor danno, le misure più stringenti introdotte ad esempio nei confronti delle cosidette sigarette elettroniche o i divieti ai formati di sigarette attualmente esistenti, mostrano un'Europa che, anziché agire con una politica giusta e di indirizzo, sceglie di intervenire decidendo solamente sulla natura degli imballaggi e agisce in maniera spesso incomprensibile per i suoi cittadini". "Credo che questa politica -aggiunge l'europarlamentare- non riuscirà a raggiungere in questo modo i giusti risultati che vorrebbe e a ridimensionare il numero dei fumatori europei; credo invece che molte delle misure votate rischieranno di avere un grave impatto sull'erario e la filiera produttiva, in primis sui produttori agricoli, con conseguenze negative anche in termini occupazionali, di concorrenza del mercato interno e di sicurezza dei cittadini e senza garantire un efficace raggiungimento degli auspicati risultati di salute pubblica. Pertanto, i deputati italiani del Ppe hanno espresso una valutazione non positiva -conclude- del provvedimento, così come si è configurato".