Roma, 28 ott. (Labitalia) – Uno "sciopero importante contro l'egoismo dei banchieri e dei manager, per indurre l'Abi a fare un passo indietro dopo lo schiaffo inferto ai sindacati con la disdetta, uno schiaffo a cui non abbiamo porto l'altra guancia e ora lotteremo per riconquistare il contratto". Così Agostino Megale, segretario generale della Fisac-Cgil, ha definito la protesta delle sigle sindacali del credito, Fabi, Fiba-Cisl, Fisac-Cgil, Dircredito, Ugl, Uilca e Sinfub, nei confronti dell'Abi, prevista per giovedì 31 ottobre. Lo sciopero unitario arriva per la prima volta dopo 13 anni tramite manifestazioni regionali nelle città di Ravenna, Roma, Milano, Padova e Genova, a cui parteciperanno i segretari nazionali dei sindacati. In particolare, a Ravenna si terrà un corteo che partirà dalla stazione e raggiungerà la sede di Cr Ravenna, l'istituto del presidente dell'Abi, Antonio Patuelli. Tra domani e mercoledì, inoltre, è previsto il blocco totale delle trattative. "Per la prima volta – ha commentato Massimo Masi, segretario generale Uilca – i bancari non solo scioperano ma scendono in piazza".La protesta dei bancari non si rivolge solo alla difesa del contratto nazionale, ma anche a quella del fondo di sostegno al reddito e all'occupazione: "Non stiamo scioperando per un aumento di stipendio – ha precisato Giulio Romani, segretario generale Fabi – ma perché la categoria è senza contratto e rischia di restare senza fondo per l'occupazione, rendendo così il sistema bancario sempre più disarticolato". L'obiettivo, come ribadito anche da Lando Sileoni, segretario generale Fabi, è "tutelare i 309.000 addetti del settore e restituire dignità alla categoria". "Gli unici da rottamare – ha rincarato Fabio Verelli, segretario generale Ugl Credito – sono i banchieri". Lo sciopero sarà preceduto, in occasione della giornata mondiale del risparmio, mercoledì 30 ottobre, da una "operazione simpatia" rivolta alla cittadinanza: i rappresentanti dei lavoratori bancari scenderanno nelle piazze e nelle strade per distribuire ai cittadini una rosa, a simboleggiare la volontà di costruire un "nuovo modello di sistema bancario, che torni a dare credito ad aziende sane, famiglie e pmi, e sia attento alle imprese e ai territori, con una migliore qualità del credito", così come sostenuto all'unisono da tutti i rappresentanti sindacali.