Roma, 25 giu. (Labitalia) – 'Metti un tetto alle retribuzioni dei manager' è il progetto di legge di iniziativa popolare lanciato oggi dalla Fiba Cisl di Roma e del Lazio. "Stiamo raccogliendo le firme – dice a Labitalia Giulio Romani, segretario generale della Fiba Cisl nazionale – per mettere un tetto alle retribuzioni dei top manager in modo da raggiungere un modello di equità. Solo in questo modo si può rilanciare l'economia e anche un nuovo modello di banca"."La proposta di inserire un limite all'importo complessivo delle retribuzioni del top management – avverte Romani – serve a realizzare una equità distributiva e ridurre l'assunzione di rischi a beneficio di dipendenti, azionisti clienti. L'ulteriore vincolo normativo è di limitare il rapporto tra retribuzione fissa e variabile ad uno a uno per consentire la variabilità della remunerazione in funzione dell?andamento dell?azienda e, vista la moderazione degli incentivi, l'obiettivo del management sarà di una crescita costante negli anni. Noi contiamo sul fatto che la gente ci seguirà. L'unico modo per cambiare le cose è portare la voce dei cittadini in Parlamento e il sindacato, come loro rappresentante, lo sta facendo"."In un momento di crisi come quello che stiamo attraversando – spiega a Labitalia Dina Signoriello segretario generale Fiba Cisl Roma e Lazio – è vergognoso vedere che esistono stipendi così alti. Se da una parte, infatti, i manager continuano a incassare moltissimo, dall'altra vediamo una richiesta sempre più forte di sacrifici che viene fatta ai lavoratori. E' una situazione che non si può più sostenere. E l'iniziativa della Fiba Cisl punta proprio a porre un limite agli stipendi dei top manager". "Allo scopo di evitare che la finanza, che ha generato la crisi mondiale, prenda il sopravvento sull'economia reale – si legge nel progetto di legge della Fiba Cisl – le remunerazioni in misura fissa ed i bonus ed incentivi del 'top manager' non possono essere così elevati, da incoraggiare l'assunzione di rischi eccessivi a danno delle società di capitali"."Il limite massimo delle retribuzioni in misura fissa da corrispondere al top manager – chiarisce – è di 294.000 euro annue, con progressione annuale pari all'aumento dell'indice del costo della vita determinato dall'Istat. Quello dei bonus, incentivi, stock option e compensi equity non può in nessun caso essere superiore nel complessivo a 294.000 euro; così nel totale la componente fissa e quella variabile non possono superare l'importo di 588.000 euro. Tale remunerazione è giustificata solo in presenza di risultati estremamente positivi ed è correlata all'entità del patrimonio aziendale sia in volume di affari gestiti che in numero di lavoratori dipendenti".Nel progetto di legge della Fiba Cisl, "sono aboliti i bonus all'uscita e tutte le altre forme di indennità comunque denominate, le retribuzioni anticipate, i premi per acquisizioni e vendite, nonché i contratti di consulenza da parte di società appartenenti allo stesso gruppo per il quale si esercita la funzione. Al momento della cessazione del rapporto, per qualsivoglia causa ed a chiunque imputabile, al top manager compete una indennità ragguagliata alla retribuzione fissa, nella misura di un dodicesimo per ogni anno di durata della carica, con esclusione di qualsivoglia altra indennità, indennizzo o risarcimento". "L'entità dei bonus annuali – si legge ancora progetto di legge della Fiba Cisl – comprensivi degli incentivi, stock option e compensi equity, seppure determinata dal consiglio di amministrazione o dal comitato di remunerazione, è deliberata dall'assemblea generale dei soci, chiamata annualmente all'approvazione del bilancio a maggioranza assoluta dei partecipanti, tenuti presenti i piani triennali di sviluppo presentati dai vertici aziendali, con la prevista progressione annuale"."Per il caso di apprestamento e-o di esecuzione di piani di ristrutturazione aziendale – si precisa – l'entità dei bonus annuali sarà ragguagliata ai posti di lavoro salvati e non tagliati rispetto al piano e saranno deliberati o approvati, a maggioranza assoluta dei partecipanti, dall?assemblea generale dei soci che si terrà entro sessanta giorni dalla completamento del piano"."Fino al momento dell'approvazione della determina – continua – al top manager sarà liquidato il 50% del compenso variabile stabilito dall'organo di amministrazione competente sia per i piani di sviluppo che per quelli di ristrutturazione".