Roma, 13 giu. (Labitalia) – Lo scarso investimento sui giovani, per il nostro Paese assume "il carattere di un'autentica calamità che si trasforma in dramma esistenziale per molti e spinge altri a emigrare in cerca di un inserimento lavorativo". E per i lavoratori è "inaccettabile" la forbice tra i salari. "Davanti a "questi squilibri, i sindacati dovranno fare sentirela loro voce, mettendo da parte ogni incertezza". L'allarme viene lanciato dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, intervenuto al convegno della Cisl. Da parte loro, i giovani, dice Bagnasco: "dovranno mostrare spirito di sacrificio, adattabilita' e intraprendenza, accettando di compiere lavori che non sempre corrispondono in pieno alle loro aspettative e sapendo essi stessi immaginare nuove modalita' e forme di impiego". "La crisi, se affrontata con capacita' autocritica, coraggio e determinazione, puo' e deve diventare occasione di discernimento e di nuova progettualita'", aggiunge Bagnasco che rileva come la crisi "non puo' passare senza averci lasciato un insegnamento; non deve passare senza averci resi consapevoli dei limiti del nostro sistema sociale e capaci di costruire uno sviluppo piu' giusto e sostenibile"."Mediante la sua dottrina Sociale, – osserva il presidente della Cei – la Chiesa non intende delineare un preciso modello di sviluppo; essa non ha soluzioni tecniche e preconfezionate da offrire, ma propone dei principi capaci di orientare le scelte concrete. Di tali principi, quello della dignita' dell'uomo e' la sintesi e il vertice, poiche' centro e perno dello sviluppo e' l'uomo stesso: non sono le ricchezze prodotte ne' il rendimento economico, ma la persona umana, a cui tutti i beni sono finalizzati". L'accoglimento di questo "principio basilare – dice ancora – fornisce una chiave di lettura imprescindibile per dare vita a un autentico progresso, impedendo che l'uomo sia trattato come un mezzo, come il pezzo di un ingranaggio di cui e' parte" .