Roma, 30 apr. (Labitalia) – "Caro presidente del Consiglio, in Italia hai le agenzie del lavoro, sfruttale". Questa, dice a Labitalia Rosario Rasizza, presidente di Assosomm, l'Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro, la sintesi delle richieste della categoria al nuovo premier, Enrico Letta. "Le premesse – fa notare riferendosi al discorso di insediamento – sono buone, attendiamo ora di capire come pensa di trasformare le parole in fatti concreti"."Quello che mi preoccupa – avverte Rasizza – è il fatto che, in Italia, le agenzie per il lavoro non vengono mai nè citate nè interpellate. Per questo, nei prossimi giorni, in una lettera aperta, chiederò di poterci sedere a un tavolo per poter dire di cosa ci sia effettivamente bisogno"."Chiediamo – continua – di poter estendere l'acausalità in ogni caso di ricorso alla somministrazione di lavoro. Questo significa che riteniamo non sia necessario specificare formalmente le ragioni per le quali le imprese ricorrono al lavoro tramite l'intermediazione delle agenzie per il lavoro. Così facendo, possiamo rendere più pratico il ricorso da parte delle imprese italiane al lavoro in somministrazione, allineandoci alle medie europee di utilizzo dei nostri servizi. Perchè assumere una persona in somministrazione significa incanalare correttamente chi oggi è in cerca di impiego a entrare o rientrare nel mondo del lavoro e, soprattutto, farlo in regola, sotto le corrette tutele giuslavoristiche e al riparo da ogni forma di lavoro nero. Il nostro obiettivo consiste anche nell'incentivare le agenzie ad assumere anche a tempo indeterminato i lavoratori da mandare in missione". "Chiediamo poi – prosegue il presidente Rasizza – che la nostra fattura costituisca già titolo esecutivo per il recupero dei crediti che finiscono in contenzioso. Questo passaggio è di vitale importanza: si tratta infatti di crediti relativi a cifre di denaro precedentemente spese per erogare gli stipendi e i contributi delle risorse umane da noi assunte". "Chiediamo – sottolinea – che il nostro fondo Forma.temp non debba essere ridotto a causa dell'introduzione dell'Aspi. Abbiamo bisogno infatti di continuare a disporre di risorse bilaterali, recuperate nel mercato del lavoro, per continuare a sostenere i nostri programmi formativi. Del resto, Assosomm ritiene che il mismatching tra domanda e offerta di lavoro sia dovuto essenzialmente al disallineamento tra scuola e mondo del lavoro. Ci sono figure professionali che le imprese ricercano assiduamente ma che non riescono a trovare a causa di una carenza formativa importante. Lavorare sull'integrazione tra scuola e lavoro è come attivarsi in anticipo per mettere fuorigioco il mismatching nel mercato del lavoro, e proprio in quest'ottica, valorizzare il ruolo dei fondi per la formazione tecnica diventa fondamentale"."Il mercato resiste – conclude Rasizza – e in questi ultimi mesi abbiamo anche assistito a un ricorso alla somministrazione maggiore rispetto ad altre forme contrattuali, come il contratto a termine o il contratto a progetto. Tuttavia, occorre sostenere la capacità che hanno mostrato le agenzie per il lavoro di costruire modelli contrattuali e sistemi bilaterali per coniugare armonicamente le esigenze di flessibilità delle imprese con quelle di tutela dei lavoratori. Abbiamo ormai dimostrato che erano sbagliate le previsioni di chi sosteneva che con l'ingresso dei privati nel mercato del lavoro si sarebbe creata una grave spaccatura, con il pubblico costretto a occuparsi solo dei soggetti più svantaggiati. In questi anni, siamo stati infatti il primo approdo per le fasce più deboli del mercato del lavoro: abbiamo costruito una rete territoriale cinque volte più estesa della rete pubblica dei centri per l'impiego".