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Assoedilizia, riforma catasto non serve per recupero evasione

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Roma, 22 ago. (Labitalia) – "La riforma del catasto non serve per recuperare l'evasione fiscale, ma per introdurre una maggiore perequazione degli immobili rispetto al valore di mercato". Lo dice a Labitalia Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia. "La riforma – spiega – non avviene automaticamente, ma dipende dall'attivazione degli uffici. In alcuni casi gli uffici si attivano più velocemente, in altro no. Per capire come funziona il Catasto, basta riandare alla vicenda della revisione per microzone attuata in forza della legge 311 del 2004 articolo 1 comma 335, laddove beninteso è stata applicata"."E' proprio osservando – avverte – le modalità e la tempistica con le quali il medesimo procedimento catastale di carattere generale, attuativo della revisione per microzone, ha prodotto effetti di disparità nei confronti dei singoli contribuenti, che si ha l'idea di quante distorsioni e quante iniquità possano generarsi a carico dei diversi contribuenti". "Per esempio – ricorda Colombo Clerici – a Milano quando si è arrivati alla fase conclusiva di tutto il procedimento, dovendo lo stesso sfociare in un avviso di accertamento da notificarsi ai singoli interessati, l'Agenzia del territorio non ha proceduto a contestuali notificazioni, in modo che tutti gli interessati fossero parificati ai fini degli effetti giuridici. In alcuni casi, addirittura, son state effettuate variazioni, con attribuzione di nuove rendite, senza le conseguenti necessarie notificazioni di accertamento. Ma ha compiuto delle notifiche per tranches". Il presidente di Assoedilizia precisando poi che ad alcuni ha notificato gli accertamenti entro il 31 dicembre del 2008, ad altri entro il 31 dicembre del 2009, commenta che "la cosa non è affatto irrilevante: giacchè i primi hanno cominciato a pagare l'Ici maggiorata già dal 2009, mentre gli altri han cominciato a pagarla dal 2010 (dovendosi far riferimento, ai fini impositivi, alle rendite notificate entro il 31 dicembre dell'anno prima)"."E pensare – continua – che si si trattava di contribuenti che si trovavano nelle medesime condizioni di legge. Ma i primi hanno dovuto anche pagare maggiori imposte in sede di successione, di donazione, di trasferimento dell'immobile ed ai fini Irpef già da un anno prima". "Se questo – ammette Achille Colombo Clerici – è il funzionamento del procedimento catastale, non c'è da stare allegri pensando che la riforma dovrà esser attuata nei confronti di 60 milioni di immobili e nel corso degli anni funzionerà meglio dove ci saranno uffici e comuni più efficienti. I primi contribuenti che arriveranno al pettine ne faranno le spese: e saranno stritolati".