Home Nazionale Ass. compositori, pesano crisi e tasse, oggi solo Verdi se la caverebbe

Ass. compositori, pesano crisi e tasse, oggi solo Verdi se la caverebbe

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Roma, 10 ott. (Labitalia) – "Giuseppe Verdi se la caverebbe anche in questo periodo di crisi e di tasse, era già tanto moderno allora e sicuramente non avrebbe tanti problemi. Anche se, al momento, non sono pochi i problemi che i nostri compositori hanno". Lo dice a Labitalia Roberto Rinaldi, presidente Acep, Associazione autori compositori e piccoli editori. "Sicuramente -ammette- uno dei problemi che la categoria ci lamenta è il costo dei diritti d'autore, ovvero lo stipendio che spetta all'autore, al creatore e al promotore dell'opera"."Molti organizzatori di eventi – spiega – sentono il peso della burocrazia e dell'importo da pagare per i diritti d'autore. Inoltre, il criterio di applicazione delle tariffe pare sia abbastanza disomogeneo a livello territoriale"."E proprio nei giorni scorsi – ricorda – si è tornati a parlare della questione dei diritti, in particolare sull'ipotesi di abrogazione per legge del compenso dovuto per il diritto d'autore. Però, come lo stesso presidente della Siae, Gino Paoli, ha chiarito, 'tutti gli autori, noti o meno, sono dei lavoratori e il lavoro deve essere remunerato". "Da non sottovalutare poi – continua Rinaldi – che la ripartizione dei proventi non è analitica, ma viene fatta a campionamento. Il tutto a scapito dei compositori-artisti". "La verità – ammette il presidente Acep – è che la vita del compositore è dura. La scrittura di un brano o anche la sua esecuzione è solo il primo passo. Una volta composta un'opera è, infatti, necessario avere la certezza di farne un'utilizzazione sul mercato"."L'artista – avverte Rinaldi – deve trovarsi un produttore o una casa discografica per poi entrare nel mercato vero e proprio. Anche perchè la musica non è oggettiva e stiamo parlando di un settore che non garantisce certezze e che non ha parametri certi".