Sono passate solo poche settimane da quando un orafo aretino aveva denunciato alla Questura di Arezzo di aver subito una rapina nel corso della quale era stato minacciato, legato, imbavagliato e sequestrato da due uomini armati di pistola. Questi ultimi, presentatisi presso i locali della ditta, come appartenenti alla Guardia di Finanza, dopo avergli svuotato le casseforti erano fuggiti con un ingente bottino rinchiudendolo nel locale e lasciandolo così traumatizzato da essere costretto a ricorrere alle cure dei sanitari. Tutto questo si era svolto nel pieno centro cittadino ed in tarda mattinata; sul posto, il personale operante aveva effettuato sopralluoghi ed accertamenti immediati. Da quel momento, era la fine del mese di novembre dello scorso anno, avevano avuto avvio, tempestive e serrate, le indagini della Squadra Mobile di Arezzo. Questa mattina è stato arrestato l’orafo, B.C. di anni 62, perchè destinatario di un mandato di arresto europeo, emesso dalle Autorità del Belgio che lo ritengono responsabile dei reati di falsificazione, riciclaggio di denaro – per un ammontare di cifre da capogiro, si parla di milioni di euro – ed evasione fiscale, reati che B.C. avrebbe commesso nell’arco di alcuni anni in quel Paese. Il personale della Squadra Mobile di Arezzo, che ha dato esecuzione al mandato ed ha tratto in arresto B.C., lo ha associato presso la casa circondariale di Arezzo, a disposizione delle Autorità per la successiva estradizione in Belgio.
Continuano intanto le indagini della Squadra Mobile e non è escluso che le risultanze dell’attività delle autorità Belghe, anche queste ancora in corso, non possano essere messe in collegamento con i fatti di Arezzo.