Arezzo, 10 giu. (Labitalia) – "In momenti di crisi come quello che stiamo vivendo, l'opera di un'associazione di volontariato come 'I care', può e deve essere impiegata anche per reinventarsi e soprattutto per inventare qualcosa e crearsi un lavoro. E, insieme a quello, un futuro". Lo ha detto Pier Luigi Ricci, responsabile dell'associazione, presentando il progetto 'Per un tocco di zenzero', un corso di formazione di 15 mesi, rivolto a 9 donne, ad Arezzo, che affronterà tutti i campi professionali che servono per aprire un'attività ristorativa: dagli aspetti normativi, fino alle ricette e a come si cucina.
L'iniziativa è stata finanziata dal ministero del Lavoro e della politiche sociali, per l'attenzione rivolta all'agevolazione e all'inserimento lavorativo di donne in situazioni di svantaggio attraverso azioni di formazione, di qualificazione e riqualificazione, orientamento e accompagnamento finalizzate all'acquisire competenze per la creazione di imprese. "'Per un tocco di zenzero' – ha spiegato Monia Bruni, tutor in classe delle 9 partecipanti – è un progetto volto alla formazione nel campo della ristorazione di nove donne in situazioni di disoccupazione e marginalità. Donne che hanno tante storie da raccontare. Donne che in questo progetto hanno trovato qualcosa in più di una speranza". Il progetto ha previsto una prima fase concentrata sulla formazione e l'autonomia personale, sulla gestione e organizzazione del proprio tempo e la gestione dei sistemi di relazione nel contesto professionale e personale. Una seconda fase riguarderà la formazione più specifica riguardante l'acquisizione di competenze tecnico-professionali nell'ambito specifico della ristorazione e del catering. "Una road map formativa che – ha chiarito Valentina Disperati, coordinatrice del progetto – una volta terminata metterà le donne nella condizione di avere tutte le competenze necessarie per affrontare quegli aspetti che compongono l'impresa nella ristorazione". Nello specifico, la formazione prevede tematiche sull'approvvigionamento, la produzione e la vendita nel catering, la sicurezza nei processi di produzione e trasformazione alimentare, la sicurezza nei luoghi di lavoro e lo stage di ottanta ore in azienda. Un altro aspetto importante, sarà l'ultima fase del progetto, che oltre alla conclusione della formazione, verrà dedicato all'inserimento in azienda, che vedrà le 9 donne impiegate per circa un mese in una vera attività di ristorazione.
Articlolo scritto da: Adnkronos