Roma, 20 nov. (Labitalia) – "Era già tutto scritto e ora è del tutto inutile scandalizzarsi: almeno ci si risparmi la farsa di indicare nei cambiamenti climatici la responsabilità di questa ennesima, immane tragedia. Urbanizzazione selvaggia, scellerato consumo del suolo, disprezzo e violazione di ogni norma di pianificazione: mischiati assieme, questi tra fattori, uniti all'arroganza e all'assoluta mancanza di una visione di lungo periodo di una classe politica sorda a tutti i suggerimenti, hanno portato alla conta dei morti di queste ore". Così Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori sulla alluvione in Sardegna. "Sarebbe stato sufficiente – prosegue – che politici e amministratori avessero ascoltato la voce di quanti, come gli architetti ad esempio, da anni vanno gridando: fermare l'abusivismo; ascoltare le denunce sui rischi idrogeologici e sismici che incombono su un territorio fragile e delicato come l'Italia; pianificare il territorio pensando alle generazioni future e non alle elezioni future. L'Abruzzo, le Cinque Terre, Genova, l'Emilia Romagna e il Mantovano, la Toscana: un rosario di tragedie e una litania di recriminazioni e, poi, di buoni propostiti subito dimenticati"."Naturalmente piove sul bagnato – dice ancora Freyrie – con una crisi economica devastante che ormai rende difficile anche solo pianificare gli interventi più urgenti: un'elemosina di venti milioni di euro stanziati dal governo per il disastro in Sardegna, ma soprattutto i trenta previsti dalla legge di stabilità 2014 per tutti gli interventi per l'anno prossimo per la messa in sicurezza del territorio italiano. Quello che mi auguro – conclude Freyrie – è che ora sia chiaro all'Italia e all'Europa che il patto di stabilità non può e non deve impedire gli investimenti che salvano la vita delle persone; in caso contrario saremmo entrati non nell'era dell'economia globale ma in quello dell'inciviltà crudele. Ci auguriamo anche che venga accelerato l'iter per l'approvazione della legge sulla riduzione del consumo del suolo".