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Ance Piemonte: il tempo è scaduto, edilizia sta scomparendo

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Torino, 3 lug. (Labitalia) – "Il tempo è scaduto, il settore delle costruzioni è stato abbandonato". E' il grido d'allarme lanciato oggi dall'assemblea dell'Ance Piemonte che in una sala provocatoriamente vuota poiché non sono state invitate le istituzioni dalle quali l'associazione denuncia di essersi sentita lasciata sola, ha sottolineato che dal 2008 ad oggi in Piemonte sono state chiuse 2.800 imprese edili per un calo complessivo del 22,7%, i fallimenti sono aumentati del 30% e 13.000 operai hanno perso il lavoro per una diminuzione complessiva della manodopera del 24%. Secondo l'Ance Piemonte, inoltre, le politiche rigide di questi anni hanno comportato dal 2008 ad oggi una flessione degli investimenti nel settore del 23,3% mentre il difficile rapporto tra credito e imprese si è tradotto, nel periodo 2007-2012 in Piemonte con una riduzione dei finanziamenti alle imprese per gli investimenti pari al 46,2% nel comparto abitativo e del 69,9% in quello non residenziale. "Il settore delle costruzioni sta vivendo la più grave crisi dal dopoguerra ad oggi, le nostre imprese stanno silenziosamente scomparendo e per contro intorno al settore si è creato un vuoto spaventoso: lo Stato si è dimostrato impotente nei confronti della crisi, la classe politica non è stata capace di fare proprie le istanze vitali del comparto edile, le banche hanno preso una direzione opposta negando finanziamenti al comparto -ha sottolineato Giuseppe Provvisiero, presidente dell'Ance- siamo di fronte alla necessità di una immediata inversione di tendenza. E' necessario -ha concluso- far ripartire gli investimenti e riattivare il circuito del credito. Occorre una presa di coscienza da parte delle istituzioni nazionali e locali della crisi dell'edilizia che necessita di politiche ad hoc finalizzare a dare nuovo slancio rispetto a provvedimenti di facciata come il 'decreto fare' non sufficienti a migliorare la situazione ma che penalizzano ulteriormente la nostra regione".Presenti all'incontro i rappresentanti sindacali di categoria, Fillea Cgil, Feneal Uil e Filca Cisl che hanno sottolineato: "In Piemonte complessivamente gli addetti diretti del settore edilizio che hanno perso l'occupazione sono oltre 25 mila, ai quali si aggiungono i lavoratori di tutta la filiera. Per dare fiato al settore basterebbe dare impulso all'edilizia scolastica e a quella sanitaria. Ogni miliardo investito in edilizia porta 25 mila posti di lavoro e ogni euro investito ha un ritorno di quasi 3".