Roma, 13 nov. (Labitalia) – "Abbiamo avuto un'adesione significativa sia allo sciopero che alle manifestazioni, al netto della situazione economica difficile che stiamo attraversando, con lavoratori in cassa integrazione e aziende in crisi. Con questa giornata i lavoratori hanno chiesto una legge di stabilità che sappia dare equità e lavoro. Le due cose sono coniugate perchè, se non c'è equa redistribuzione, non ci può essere la ripartenza dei consumi e con essa la creazione di occupazione". E' soddisfatto Alessio Gramolati, segretario generale della Cgil Toscana, nel commentare, con Labitalia, la giornata di scioperi e manifestazioni che oggi ha interessato tutta la regione nell'ambito della settimana di mobilitazione proclamata da Cgil, Cisl e Uil contro la legge di stabilità del governo. Le bandiere dei sindacati hanno 'invaso' oggi le piazze toscane. "Abbiamo avuro 11 manifestazioni -spiega Gramolati- in tutta la regione: 6 'tradizionali' con cortei e altre cinque 'innovative' con presidi e volantinaggi. A Firenze abbiamo avuto una manifestazione partecipata in maniera importante, con decine di migliaia di persone, secondo la Questura 15 mila, e questo dà l'idea che la manifestazione è assolutamente riuscita. E' andata benissimo anche la manifestazione a Pisa, bene a Siena e anche a Piombino nonostante la crisi che sta attraversando il sito siderurgico". E a scioperare sono stati i lavoratori di tutti i settori. "Dai primi dati che stiamo raccogliendo -spiega Gramolati- a Siena su 70 aziende monitorate abbiamo avuto in soli due casi adesioni intorno al 40-50%, in tutte le altre imprese si è andato oltre il 70%. In tutta la regione è stata alta la partecipazione nel settore del commercio e della Gdo con molti centri commerciali che sono rimasti chiusi per l'assenza del personale in tutte le province". Del resto, la situazione del lavoro nella regione è da 'allarme rosso'. "Ci sono 28mila persone che se non verrà rifinanziata la cassa in deroga -spiega Gramolati- si troveranno senza lavoro e senza alcun tipo di reddito. La domanda di lavoro nella regione è calata nell'ultimo anno per 90mila unità, e ciò non si è tramutato in licenziamenti solo per l'esistenza degli ammortizzatori sociali. E se è facile uscire dal mercato del lavoro è anche difficile entrarci per la prima volta -conclude- visto che la disoccupazione giovanile è intorno al 29%".