Roma, 25 nov. (Labitalia) – La crisi si misura anche con l'efficacia del titolo universitario: un anno dopo essere diventati dottori, meno della metà dei giovani italiani pensa che il titolo conseguito abbia risposto alle aspettative. E' quanto emerge da un'indagine Almalaurea. "Definisce il risultato ottenuto molto efficace o efficace -si legge- il 49% dei laureati triennali (quasi 2 punti percentuali in meno rispetto all'anno prima) e 44 laureati specialistici su cento. L'efficacia massima (75,5%) è tra gli specialistici a ciclo unico, ma anche in questo caso con 5 punti in meno rispetto a un anno fa. Un valore elevatissimo, ma comprensibile considerata la particolare natura di questi percorsi di studio"."Mentre – rileva Almalaurea – i giovani italiani si adeguano a percepire stipendi insoddisfacenti, a svolgere un'attività non coerente con il percorso di studi, a essere pronti a trasferirsi all'estero pur di trovare un'occupazione, i dati di Almalaurea mostrano la complessità della situazione. Sono relativi all'ultimo anno accademico, ma il quadro non migliora"."L'efficacia – continua – del titolo risulta ancora più significativamente in calo se il confronto avviene rispetto alla rilevazione 2008 (-9 punti tra i triennali, -7 tra gli specialistici, oltre 14 punti in meno tra i colleghi a ciclo unico). La speranza è che la situazione migliori con il passare del tempo. Tra uno e tre anni dalla laurea (dati 2012) i livelli di efficacia tendono ad aumentare (+4 punti per il collettivo in esame). Secondo Almalaurea, "a cinque anni, 55 laureati specialistici su cento dichiarano che il titolo è molto efficace o efficace per l'esercizio della propria attività lavorativa (in aumento di 4 punti rispetto a quando furono intervistati a un anno dal titolo)". "Tra i colleghi triennali – osserva – tale valore è pari al 66%, tra i laureati a ciclo unico (in larga parte medici fra i laureati del 2007) raggiunge addirittura quota 93% (+3 punti rispetto alla rilevazione ad un anno). Dati 2007-2012, difficili da confermare nel futuro", sottolinea."L'efficacia – avverte – è particolarmente accentuata tra i laureati dei gruppi architettura (per il 59% è almeno efficace), ingegneria (57%) e chimico-farmaceutico (54%). Inferiore alla media, invece, tra coloro che hanno una laurea in scienze politiche, psicologia, lettere e nelle professioni sanitarie (le percentuali sono inferiori al 35%). A cinque anni i valori più elevati sono raggiunti tra giuristi (82%) e architetti (69%), nonchè nei gruppi geo-biologico (65%), agrario (63%) e chimico-farmaceutico (61%). Sotto la media invece i livelli di efficacia dei laureati dei gruppi politico-sociale, insegnamento, professioni sanitarie e letterarie (valori al di sotto del 48%)"."A un anno dal titolo – rileva ancora l'indagine Almalaurea – 39 occupati su cento (in linea con le precedenti indagini) utilizzano le competenze acquisite durante il percorso di studi in misura elevata, mentre 42 su cento dichiarano di farne un utilizzo ridotto. Ne deriva che 19 laureati su cento (+1 punto rispetto a un anno fa) ritengono di non sfruttare assolutamente le conoscenze apprese nel corso del biennio specialistico".