Fiuggi, 24 giu. (Labitalia) – "Le professioni sono un patrimonio materiale ed immateriale per il Paese, bisogna riformare quello che non funziona e non le professioni che invece possono aiutare ad uscire dalla crisi". Lo ha detto il vice premier e ministro dell'Interno, Angelino Alfano, in collegamento telefonico con la giornata conclusiva del Festival del lavoro dei consulenti a Fiuggi. Alfano ha anche annunciato l'arrivo questa settimana del decreto sull'occupazione ed ha auspicato anche un 'ritocco' alla legge Fornero. ''Speriamo anche -ha spiegato- che si possa mettere mano alla legge Fornero perchè come voi sapete il Pdl fu critico verso l'impostazione contenuta in quel provvedimento, consapevole di come non si possa irrigidire il mercato del lavoro in una fase di recessione economica''.Per Alfano la strada da seguire è ''riattivare le assunzioni, facilitando l'ingresso nel mercato del lavoro anche con modalità che lo favoriscano. Dobbiamo tornare allo spirito della legge Biagi -ha sottolineato- con i lavoratori e l'impresa considerati sodali e solidali nella produzione d'impresa e lo Stato come facilitatore e non come intralcio al lavoro''.Secondo Alfano per reperire le risorse per abbattere il cuneo fiscale servono ''tagli alla spesa pubblica improduttiva perchè nessuno riuscirà a dimostrarmi mai che 800 miliardi di bilancio della pubblica amministrazione sia un bilancio che non è sottoponibile a una cura dimagrante. 'A dieta' bisogna mettere lo Stato e non le aziende, i cittadini, le famiglie e i professionisti''. Per Alfano serve anche ''disincagliare la spesa che è appostata in capitoli anche importanti ma che non può essere spesa entro la fine dell'anno e utilizzarla immediatamente -conclude- per favorire le nuove assunzioni''. E per il vice premier il percorso dell'esecutivo è legato a quello del programma. "La mia idea è molto chiara: il destino del governo è inevitabilmente legato al destino del programma. Il programma è realizzato e il governo va avanti, se il programma non è realizzato il governo avrà problemi, questo è inevitabile. Sulla questione giudiziaria le nostre idee sono fin troppo chiare, ma non le abbiamo poste come questione condizionante per il governo. L'economia deve essere invece la bussola''.