Home Nazionale Aids: 56% diagnosi Hiv tardive, infezione gia’ avanzata

Aids: 56% diagnosi Hiv tardive, infezione gia’ avanzata

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Roma, 13 nov. (Adnkronos Salute) – La scoperta del contagio di Hiv arriva in ritardo nella maggior parte dei casi. Per oltre la metà delle diagnosi registrate nel 2012 in Italia l'infezione era già avanzata. Nel 56,8% (di cui 37,8% in Aids) dei casi si tratta, infatti, di 'Late Presenter', ovvero persone che al momento della prima diagnosi di sieropositività avevano una conta di linfociti CD4 molto bassa rispetto ai limiti prefissati o una patologia indicativa di Aids. Lo indicano i dati del Bollettino del Centro operativo Aids dell'Iss, "Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da Hiv e dei casi di Aids in Italia al 31 dicembre 2012". Inoltre, "nel 2012 il 37,5% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv – si legge nel Bollettino – è stato diagnosticato con un numero di linfociti Cd4 inferiore a 200 cell/?L e il 55,8% con un numero inferiore a 350 cell/?L. In Piemonte, Umbria e Provincia autonoma di Trento l?esecuzione del test di avidità anticorpale ha evidenziato che, nel 2012, il 25,1% delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv ha acquisito l?infezione nei 6 mesi precedenti il primo test Hiv positivo".Nel 2012, poco meno di un quarto delle persone con una nuova diagnosi di infezione da Hiv ha eseguito il test per la presenza di sintomi legati al virus, il 16,5% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 15% in seguito a rapporti sessuali non protetti.