Home Nazionale Abeti artificiali rosa, bianchi e viola non tolgono terreno a quelli veri

Abeti artificiali rosa, bianchi e viola non tolgono terreno a quelli veri

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Roma, 2 dic. (Labitalia) – Rosa, bianchi, viola. Sono diversi i colori degli alberi di Natale sintetici che da giorni, anche a poco prezzo, si possono trovare nei negozi italiani. Un assortimento, però, che non preoccupa i rivenditori di abeti veri. "Il mercato degli alberi di Natale – dice a Labitalia Francesco Mati, presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura – è grande e libero e c'è spazio per tutti. Molti comprano l'abete sintetico perché non vogliono sottrarre piante al territorio, anche se oggi con i cartellini che ne certificano la provenienza questo rischio non lo si corre. Il piacere di sentire il profumo di resina degli abeti continua comunque ad attrarre appassionati"."A un mese – fa notare Mati – dalla notte dei regali per eccellenza, nonostante la crisi, non siamo preoccupati sul fronte delle vendite. Gli alberi di Natale dovrebbero avere un mercato relativamente stabile; di solito, infatti, i prodotti legati alle festività tengono meglio".La concorrenza degli alberi colorati, poi, deve vedersela con le novità 2013 di quelli veri. "Quest'anno – ricorda Francesco Mati – ci sono diverse novità: alcuni vivai noleggiano piante di abeti ornamentali, più eleganti rispetto al classico abete natalizio (abies alba o picea eccelsa) tipo l'abies nordmanniana, l'abies cephalonica, l'abies pinsapo glauca dal fogliame argentato. Altri ancora vendono punte di queste specie". "A differenza di quanto molti temono – avverte il presidente della Federazione dei florovivaisti di Confagricoltura – gli alberi di Natale provengono da coltivazioni specifiche, monitorate dal Corpo forestale dello Stato e dotate di un apposito cartellino che ne garantisce la provenienza. Gli abeti ornamentali provengono, invece, da vivai di coltivazione classici e il loro costo è superiore perché si tratta di specie a crescita più lenta rispetto all'abete classico"."L'abete di Natale classico – ricorda – è una pianta estremente rustica e pioniera, in grado cioè di vivere in condizioni estreme. Basta pensare alle montagne su cui cresce: roccia, poca terra, gelo e neve. Piantare in giardino l'albero di Natale a gennaio è un gesto di sensibilità che però può nascondere risvolti preoccupanti". "Questo albero, infatti, cresce molto velocemente – continua – e un piccolo soggetto di un metro e mezzo può raggiungere i 10 metri in pochi anni diventando un colosso in grado di sovrastare le piante del giardino e persino la casa. Inoltre, si tratta di pianta da alta montagna che poco ha a che vedere con la città, il paesaggio di pianura o di collina. Per questo, se si comprano piante in vaso, finite le feste bisogna portarle ai centri di raccolta che provvederanno ad utilizzare questi esemplari per rimboschimenti in montagna".