Che quella del 13 maggio sarà una giornata eccezionale per Arezzo e il suo territorio, compresi il Casentino e la Valtiberina è ormai noto a tutti.
L’arrivo nella Diocesi del Papa rappresenta un evento di enorme rilevanza. Una giornata che per decine e decine di migliaia di persone rappresenta un appuntamento di particolare valore, al quale assistere e partecipare con grande intensità. E tutto questo comporterà una gestione complessa del movimento delle persone, della loro accoglienza e delle eventuali necessità assistenziali. Se la Curia e le amministrazioni locali, assieme alle forze dell’ordine e sotto il coordinamento della Prefettura e delle autorità vaticane hanno previsto le sistemazioni di natura logistica, della sicurezza e della ospitalità (compreso il capo del Governo Monti), alla Asl è demandato il compito di assicurare una adeguata assistenza di natura sanitaria.
I “fronti” di intervento
Sono due i fronti ai quali è dedicato il piano straordinario di lavoro predisposto dalla Asl con il contributo e la collaborazione delle associazioni di volontariato: quello esterno, nei luoghi della visita del Papa, e quello interno, negli ospedali delle tre zone interessate. Cosi per le strutture dell’Azienda e dei volontari sarà una giornata davvero campale. Dalle 8,00 alle 22,00 scatta un piano di lavoro studiato da settimane, inserendo i necessari correttivi ai consueti piani per i grandi eventi sui cui la macchina organizzativa realizza spesso esercitazioni e simulazioni. Ma adesso siamo di fronte alla attuazione reale.
Protocolli per le grandi personalità
Esistono precisi protocolli validi in tutta Italia (e anche in moltissimi altri Paesi del mondo) dai quali non si deroga mai, in occasione delle visite di personalità di grande rilievo. Per il Santo Padre eventuali necessità sanitarie saranno gestite esclusivamente dall’équipe sanitaria vaticana, composta da un rianimatore ed un cardiologo, che sono a bordo di una ambulanza attrezzata al suo seguito durante tutto il suo tragitto. La Asl ha reso disponibile solo ed esclusivamente un posto letto in Rianimazione per la gestione di un eventuale emergenza sanitaria, e una stanza di degenza munita delle normali attrezzature e delle dotazioni impiantistiche necessarie, per la gestione di situazioni sanitarie non in emergenza. Stessa cosa presso gli ospedali di Bibbiena e di Sansepolcro. La Asl garantirà in questi ospedali la disponibilità di sacche di globuli rossi concentrati dello specifico gruppo sanguigno del Santo Padre.
Ospedali pronti per le emergenze
L’eventuale gestione del paziente “Santo Padre”, alla fine si riduce a poca cosa sul piano organizzativo. Ben diverso invece sapere che quel giorno proprio la presenza di tante persone in città, lungo le strade e nei luoghi di culto, può essere motivo di accessi straordinari verso gli ospedali, in primo luogo il San Donato.
La Unità sanitaria di crisi sarà riunita dalle 8 del mattino fino alle 22,00. Verrà implementato il personale in servizio presso il Pronto Soccorso di Arezzo, in Rianimazione, Cardiologia, Chirurgia, Chirurgia Vascolare, Dermatologia, Emodinamica, Medicina Trasfusionale, Oculistica, Otorino Laringoiatra, Ortopedia, Ginecologia, Pediatria, Urologia, Farmacia Ospedaliera. Raddoppio anche per i medici di guardia attiva con ulteriore reperibilità per ortopedici, radiologi ed anestesisti. Mobilitazione, ovviamente, anche per infermieri, operatori socio sanitari, tecnici di laboratorio, ma anche centralinisti, farmacisti, personale di lavanderia e ristorazione.
E in vista dell’appuntamento di domenica, da mercoledì 9 maggio sono stati bloccati tutti i ricoveri programmati. Questo consentirà di avere per la giornata di domenica la “riserva” di un discreto numero di posti letto da utilizzare qualora se ne presenti la necessità. Rimane ovviamente invariata anche in questa vigilia la attività di emergenza e urgenza.
Gli ospedali del Casentino e della Valtiberina
Fatte le debite proporzioni, anche negli ospedali di Bibbiena e Sansepolcro nel pomeriggio si disporranno le medesime attenzioni, con l’attivazione di personale medico, infermieristico, tecnico e di servizio adeguati.
Le unità di crisi entreranno in funzione dal primo pomeriggio, in collegamento con quella aziendale. Anche a Bibbiena e Sansepolcro ci saranno posti riservati nelle rianimazioni e posti letto nei reparti che saranno lasciati a disposizione.
Protocollo delle Maxiemergenze per il 118
Quella della emergenza-urgenza è ovviamente la struttura chiamata più pesantemente a dare risposte rapide ed efficaci alle eventuali richieste di assistenza sanitaria alle decine di migliaia di fedeli attesi ad Arezzo, la Verna e Sansepolcro. I pronto soccorso nei tre ospedali, ma soprattutto il 118 sulle strade, sulle piazze e in ogni punto di affollamento, con tutte le difficoltà logistiche che una città totalmente chiusa al traffico e con forti difficoltà nel movimento di mezzi, comporta.
In gergo quello che viene attivato è il “livello 1” di allarme della Centrale Operativa. Un provvedimento di tutela sanitaria che riveste la duplice funzione di: monitorare l'evento con personale sanitario in loco (eventuale richiesta di maggior supporto logistico; richiesta di altri enti del soccorso; richiesta di mezzi sanitari per il trattamento/ricovero di persone; gestione di massiccio afflusso di pazienti presso i servizi di pronto soccorso di riferimento; ecc.), e di intervenire direttamente in caso di necessità con squadre di pronto intervento con vario grado di tutela sanitaria (equipaggi BLSD; equipaggi con personale sanitario) e con diversa gradazione di mobilità (squadre a piedi con supporto di Defibrillatore Semiautomatico e sostegno vie aeree; ambulanze con equipaggio BLSD – sostegno funzioni vitali; ambulanze con presenza di sanitario a bordo; elisoccorso).
Il programma contempla la possibilità di gestire sul posto un numero elevato di potenziali pazienti.
Ad Arezzo sarà posizionato un Posto Medico Avanzato (PMA), in viale Buozzi (angolo via Pileati), composto da una tenda per codici gialli e rossi (6 posti letto): l'assistenza sarà garantita da 3 medici e 3 infermieri e 3 Soccorritori. Più un’altra tenda per codici verdi con 7 posti letto, gestita da soccorritori con appoggio dei Sanitari presenti.
Nei luoghi di maggiore afflusso di fedeli ci saranno postazioni – mobili o preesistenti – dove poter gestire un eventuale elevato numero di pazienti. All’interno di esse, medici ed infermieri di area critica e con specifica esperienza nel campo del soccorso sanitario territoriale, possono gestire contemporaneamente fino ad otto pazienti definiti critici (codici gialli e rossi) con le metodiche di catalogazione (triage) normalmente in uso e permettere loro di sopportare le attese ed i viaggi necessari al loro inquadramento diagnostico ed al loro trattamento definitivo.
La metodica di primo triage utilizzata permette in brevissimo tempo (30-60 secondi) e con la valutazione di pochi ed essenziali parametri clinici (presenza e livello quantitativo della respirazione, presenza o meno del polso radiale, livello di coscienza) di attribuire un codice di gravità/colore che indica la rapidità con la quale quel paziente deve pervenire ad un trattamento di stabilizzazione delle sue condizioni cliniche in attesa dell’inquadramento diagnostico e terapeutico definitivo; l'esecuzione di tale metodica s'intende alla portata del sanitario più esperto, quanto del volontario saltuario.
Ci saranno poi squadre di soccorritori a piedi, dotate di defibrillatori (DAE) e supporti per immediato trattamento delle vie aeree, in grado di presidiare i punti nevralgici sia del corteo che delle manifestazioni religiose.
I luoghi dove è previsto il massimo assemblamento di fedeli, sono stati suddivisi in sub aree operative identificate da una lettera ed un colore. Ad ognuna di esse, fa riferimento una squadra di pronto intervento costituita da soccorritori muniti di DAE e devices per il supporto delle vie aeree, i quali, stazionando nei pressi della suddetta area, saranno il primo team a venire attivato in caso di necessità.
Postazioni fisse e mobili saranno collocate lungo i percorsi dalla stazione ferroviaria alla cattedrale, per tutto il percorso della “Papa mobile”: in Piazza Grande, 6 squadre al Prato settore posti seduti dove viene celebrata la Messa: 4 squadre sempre al Prato settore posti in piedi.
Inoltre 4 ambulanze Blsd ed 1 Quod nei pressi del PMA. Al parcheggio del cimitero di via Buozzi sono previste 6 ambulanze di eventuale supporto ai soccorsi. Tutto questo sarà coordinato sul posto, in collegamento con la centrale 118 e le autorità di pubblica sicurezza.
Il 118 alla Verna e a Sansepolcro
Alla Verna il dispositivo messo in campo sarà adeguato alla “riservatezza” della visita del Papa, con una scarsa affluenza di fedeli. Comunque il 118 ha deciso di collocare una ambulanza con Medico presso la Croce Rossa di Chiusi della Verna, 2 ambulanze poste all'inizio e alla fine delle zone aperte al pubblico lungo il percorso della Papa mobile, 3 squadre Blsd e una ambulanza a disposizione del corteo papale.
A Sansepolcro il PMA sarà posizionato a Porta San Francesco con 1 Medico e 2 Infermieri, 2 ambulanze sosteranno nei pressi del PMA, 2 squadre BLSD a piedi nella Piazza del Duomo, 1 ambulanza BLSD con Medico a porta della pesa, 1 ambulanza BLSD fuori Porta Fiorentina, 1 ambulanza BLSD in Piazza Dotti.
Nel complesso uno sforzo di grandi proporzioni sotto il profilo organizzativo, tecnico e di impegno del personale sanitario, degli operatori tecnici e delle centinaia di volontari messi a disposizione dalle associazioni e dalla croce rossa. Necessario per garantire la adeguata assistenza nel corso di questo eccezionale evento. Ma anche per testare le capacità di rispondere ad eventuali grandi eventi più o meno programmati che possono sempre interessare il territorio.