Nella quotidiana e costante lotta contro il crimine capita di trovarsi di fronte a casi inconsueti, che nel corso delle indagini assumono i contorni di un fenomeno non visibile, ma dilagante.
Il personale della Squadra Mobile di Arezzo si è trovato ad indagare su un furto di oggetti preziosi asportati in diverse circostanze da un’abitazione: responsabile il figlio minorenne dei denuncianti. Dopo aver individuato l’autore, nell’andare alla ricerca della refurtiva, si è scoperto che il giovane, con la complicità di altri amici, tra cui anche altri minori, aveva venduto i gioielli a negozi di compro oro, sia di questa provincia, che di altre province limitrofe.
Nel prosieguo delle indagini è emerso che anche i complici del minorenne non erano nuovi a questa esperienza ed anche loro si erano appropriati di gioielli di famiglia per venderli ai negozi di compro oro, tanto che acquisita esperienze e visto la facilità della cosa, avevano ritenuto utile condividere l’esperienza tra amici, collaborando nel furto e nella successiva vendita, spartendosi i proventi.
Si è in tal modo scoperta una nuova “moda” tra i giovani: impossessarsi degli oggetti preziosi dei familiari e venderli ai negozi di compro oro, grazie alla complicità di amici maggiorenni che si presentano e compiono l’operazione, dando i propri dati e riferimenti per la vendita.
Una “moda” che permette di comperare tutto quello che si desidera. Per questo sono finiti nei guai cinque giovani, tre dei quali minorenni e gli altri divenuti maggiorenni da poco, nonché un negoziante di preziosi che acquistava l’oro senza annotarlo nell’apposito registro. Le indagini condotte dalla Squadra Mobile di Arezzo e coordinate dalla Procura della Repubblica di Arezzo e dalla Procura dei Minori di Firenze ha portato ad indagare quattro giovani per il reato di concorso in furto aggravato ed uno per ricettazione.
Di tutti gli oggetti preziosi sottratti, a cui le vittime davano un grande valore affettivo, prima di quello economico, sono stati ritrovati solo alcuni pezzi, mentre gli altri sono andati distrutti perché sottoposti a fusione, trascorso il periodo di tempo previsto.