Da tempo il gruppo di minoranza nel consiglio dell’Unione dei comuni montani del Casentino si è espresso contro la creazione di questo ente che ha il solo scopo di contrastare l’unica soluzione politica e istituzionale in grado di risolvere i problemi del Casentino. La qualità, l’omogeneità dell’azione amministrativa, la riduzione reale dei costi dei servizi e della politica, maggiori incentivi per il Casentino possono solo venire dal Comune unico.
Per questo motivo abbiamo scelto nella fase di avvio dell’Unione di garantire nelle assemblee una presenza soltanto simbolica. L’intento era quello di non fornire alibi lasciando ampia libertà di manovra, di iniziativa e di proposta al nuovo presidente ed ai sindaci componenti la nuova giunta.
Le prime deliberazioni approvate dalla giunta e dal presidente dell’Unione ci confermano nella nostra decisione di contrastare una maggioranza concentrata solo su stessa, impegnata a creare assetti organizzativi funzionali al mantenimento di un controllo politico più che a favorire riflessioni, dibattiti, informazione sulla quantità e qualità dei servizi in relazione al loro costo effettivo. Una dimostrazione palese delle loro volontà l’hanno data convocando un consiglio d’urgenza con vari punti all’ordine del giorno, fra cui il bilancio, aperto e chiuso in meno di un’ora. Nonostante la legge vieti in modo assoluto la nomina del direttore generale negli enti con meno di 100.000 abitanti (e l’Unione non arriva a 22.000), il 4 gennaio giunta e presidente hanno prima nominato direttore generale il segretario Paolo Grifagni e poi gli hanno affidato tutte le competenze di direzione, come se avesse una superiore e specifica conoscenza ed esperienza di agricoltura, di legno e foreste, di sistemazioni idrauliche, del vincolo idrogeologico o del canile intercomunale.
Contemporaneamente i due dirigenti Borchi e Brami, con la scusa di dover preparare la riorganizzazione dell’ente, sono stati, senza alcuna giustificazione, privati della direzione dei settori agricoltura e foreste e assetto del territorio e bonifica montana, anziché mantenere per il periodo necessario la struttura esistente in modo da garantire la continuità dei servizi e non danneggiare imprese e cittadini. Il nuovo presidente con il neo direttore generale e la nuova giunta, si sono preoccupati di mettere tutto sotto controllo. Resta infatti difficile accettare che due dirigenti operativi siano stati collocati in posizione temporanea e provvisoria di consulenza, studio e ricerca.
Logica e buonsenso dovevano suggerire di collocare Grifagni in tale posizione tenuto conto che i requisiti occorrenti per svolgere le funzioni di segretario dell’Unione sono sicuramente posseduti da tutti i segretari comunali in servizio nei comuni aderenti; mentre di contro altrettanto non si può dire per le professionalità dei due dirigenti.
Resta difficile ignorare e non prestare attenzione alle voci ed agli interrogativi che si sono rincorsi dopo l’acquisizione di documenti da parte della Guardia di Finanza per conto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Arezzo.
I provvedimenti di rimozione dei dirigenti Borchi e Brami hanno niente a che vedere con i documenti acquisiti dalla Magistratura? E i documenti hanno niente a che vedere con le procedure, l’uso e la rendicontazione di soldi trasferiti dalla Regione per le attività agricole e forestali? Somme vincolate a quel solo scopo per le quali forse sarà il caso che la Regione chieda ed ottenga una dettagliata rendicontazione.
Sarebbe opportuno avere certezza degli impieghi effettivi dei soldi della Regione, fugando ogni dubbio che il milione ed oltre di euro, non siano stati usati, come dovrebbe, per la gestione del patrimonio agricolo forestale, bensì per migliorare i bilanci delle gestioni associate, facendo vedere risparmi che non ci sono o mantenendo in piedi iniziative non certo prioritarie.
Tutto ciò premesso chiediamo con forza che la giunta dell’Unione annulli le deliberazioni numero 1 e 2 del 4 gennaio, che il presidente annulli i decreti numero 1, 2 e 3 dello stesso giorno e che dopo si avvii una nuova fase politica, informando i cittadini, i sindacati, le imprese, sui progetti – se ci sono – o sulle modalità ed i tempi per metterli a punto per il miglioramento dei servizi, degli aiuti alle imprese, di riorganizzazioni fatte davvero per spendere meno e meglio
Per realizzare questo obiettivo il gruppo di minoranza seguirà tutte le strade possibili. Prima di tutto chiediamo al presidente di convocare, di concerto con tutti i sindaci del Casentino, tutti i consiglieri dei comuni aderenti e/o utilizzatori dei servizi associati per informarli ed acquisire il loro contributo nello spirito degli art. 3-4-5-14 dello statuto dell’Unione.
Una seconda iniziativa che dovrà coinvolgere tutti i Consigli Comunali, trattandosi di un dibattito su aspetti istituzionali, dovrà porre all’attenzione dei cittadini informazioni chiare sull’imminente referendum del Comune unico. Su ambedue le iniziative chiederemo solleciti riscontri e promuoveremo coerenti iniziative.
I consiglieri: Annibale Mario Bonucci, Beatrice Buffoni, Marco Giuliattini, Roberto Maggi, Walter Pierotti, Sergio Rosadini, Laura Seghi, Massimo Trenti