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Teatro di Anghiari: si chiude una stagione di grande successo

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Quella che si sta per chiudere con i saggi di musica, teatro e danza, è stata una stagione memorabile per il Teatro di Anghiari. «I numeri non sono niente – dichiara il Direttore Artistico Andrea Merendelli – ma se messi a confronto con la crisi universale, non possono che far bene allo spirito e farci godere in silenzio di questo fenomeno inverso: spettatori in aumento, eventi affollatissimi e un pubblico giovane che vede nell'edificio pubblico un luogo d'incontro, divertimento, riflessione o puro svago. Fuori da retoriche, demagogie e visioni un po' datate sulle barriere fra i generi e le generazioni».

Si è infatti visto un pubblico anghiarese orgoglioso delle proprie cose. Un pubblico valtiberino e di tutto il territorio che frequenta il Teatro per il suo misterioso e magico fascino, che rende "diversa" ogni performance. Per dare un po' ai numeri, 10 concerti, 7 spettacoli teatrali, 12 eventi fuori cartellone di incontri con le scuole e i giovani, 3 eventi speciali. Circa 4000 presenze, in un paese di 5800 abitanti. Se a queste si aggiungono le circa 500 presenze della Sala Audiovisivi, si può quasi dire: un intero paese a Teatro. «La gratitudine – prosegue Merendelli – va per prima agli spettatori e ai frequentatori occasionali, allo staff del teatro e a tutte quelle associazioni che collaborano per rendere Anghiari e il nostro territorio un posto dove vedere cose anche di qualità. La stagione che si è appena conclusa, oltre alla presenza di Pro Loco, Filarmonica e Mea Revolutionae, ha visto la partecipazione di Libera Università dell’Autobiografia e Archivio dei Diari uniti nello sforzo per ricordare al meglio il caro Saverio Tutino, che meriterebbe l'intestazione simbolica del tratto toscano della E45 (se non fossero quasi offensive le condizioni di detta arteria), per lo sforzo, le idee e la passione profuse senza sosta affinché la Valtiberina toscana si considerasse un luogo unico, al quale è concesso il privilegio della "memoria". Certi che la Cultura risana anche i corpi (di sicuro le menti ne giovano), in una stagione sorprendente come quella che si è appena conclusa, ci rimane la speranza che, nonostante tutto, nonostante i machete che si abbattono ogni giorno sui nostri colli, la voglia di uscire dal guscio della crisi e dalle tane domestiche è ancora molto forte. Grazie, davvero, a tutti quelli che ci hanno sostenuto, agli sponsor coraggiosi che ci sono stati vicini e che sono stati ringraziati, oltre che da noi, anche dal pubblico».