“I danni causati dal caldo africano e dalla siccità nelle nostre campagne sono molto gravi; I raccolti sono a rischio”. Lo sottolinea il direttore di Confagricoltura Arezzo, Gianluca Ghini che, con le proprie strutture territoriali, sta monitorando costantemente l’evolversi della situazione meteo e delle sue ripercussioni sull’attività nei campi.
I corsi fluviali sono a secco mentre le temperature, a causa dell’anticiclone “Ulisse” ed ai venti caldi dall’Algeria, sono sempre più alte. Carenza d’acqua e caldo record stanno provocando un collasso da calore all’agricoltura, con deperimento organico delle piante, tra le quali mais, girasole e pomodoro.
Si registrano problemi anche per l’ortofrutta e la viticoltura; si teme anche per gli allevamenti, per la scarsità di foraggi e le carenze idriche.
“La siccità, anche nella nostra Provincia, non è più un evento episodico ma una situazione strutturale che va fronteggiata – osserva Ghini – con una politica di costruzione e di gestione di invasi adeguati per la razionalizzazione delle risorse idriche; servono politiche indirizzate alla ricerca ed all’innovazione per sostenere le aziende nelle scelte colturali e produttive e per individuare nuove varietà di piante a minore esigenza idrica, finanziamenti per favorire investimenti aziendali per un migliore uso delle acque”.