La Fimmg (Federazione Italiana Medici di Medicina Generale), sindacato rappresentativo dei medici di medicina generale ha proclamato 4 giorni di sciopero in difesa del diritto di cittadinanza di mantenere immodificate le proprie pensioni che si poggiano sui soli contributi versati dai medici.
Le modalità dello sciopero
Chiusi gli studi dei medici di famiglia per due giorni, il 9 e 10 febbraio: garantite solo le visite domiciliari urgenti e quelle programmate per malati gravi.
L'11 e il 12 saranno invece i medici dell'ex guardia medica e quelli dell’Emergenza 118 a scioperare: saranno garantite le sole prestazioni indispensabili.
Con questi primi quattro giorni di sciopero si apre una lunga stagione di lotta sindacale, che si protrarrà nei prossimi mesi, con varie forme di protesta, fino all’ottenimento di quanto giustamente rivendicato
I motivi della protesta
La protesta è stata decisa dalla Fimmg contro le norme della Manovra Monti che riguardano le casse previdenziali, per difendere l'autonomia dell'Enpam – La Cassa di previdenza dei Medici – e le pensioni che attualmente eroga.
I medici di famiglia, di fronte alla grave crisi economica, non vogliono sottrarsi alla propria parte di sacrifici, non chiedono privilegi, non vogliono pagare meno tasse, che pagano già tutte.
I medici di famiglia scioperano perché con questo provvedimento viene sostanzialmente impedito al loro Ente di Previdenza di utilizzare i risparmi accantonati da tutti i medici negli anni per pagare le pensioni e le prestazioni di utilità sociale. I Medici chiedono solo di poter utilizzare i propri risparmi previdenziali per affrontare eventuali necessità così come il buon padre di famiglia fa con i risparmi che ha messo da parte. L’ENPAM è un Ente di Previdenza privatizzato e quando i medici tanti anni fa hanno deciso di accettare la privatizzazione in cambio della gestione autonoma, hanno rinunciato all'ombrello protettivo dello Stato. L’ENPAM si regge con i soli contributi dei medici, non pesa sulla collettività e garantisce inoltre equità e solidarietà ai propri iscritti e alle loro famiglie in caso di bisogno (morte o invalidità) senza gravare in nessun modo sull'Erario.
Per contro i Medici contribuiscono a pagare le pensioni dell’INPS con le tasse che versano individualmente e collettivamente attraverso la tassazione del patrimonio dell’ENPAM, che essendo privato non costa niente allo Stato, ma anzi lo sostiene investendo anche in titoli del debito pubblico
La parte della manovra di cui i Medici di Famiglia chiedono la modifica non comporta benefici né per i cittadini né per il bilancio dello Stato, ma penalizza i medici, discriminandoli dagli altri cittadini e impedendo loro di continuare a costruirsi una pensione serena a proprie spese.
E’ a rischio anche l’alleanza tra generazioni di medici e la sopravvivenza del Servizio sanitario nazionale: sempre meno giovani medici sceglieranno di fare il Medico di famiglia.