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Partecipazione e territorio: proposta Arci decentramento territoriale

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Partecipazione e territorio: proposta Arci decentramento territoriale

E’ passato più di un anno dalla soppressione delle sei circoscrizioni del Comune di Arezzo. E gli aretini da tutto questo tempo, non possono più beneficiare di una consulta zonale, che sia in grado di riferire all’amministrazione pubblica sui problemi, o sulle proposte, di un particolare territorio. Questa mattina, nella sede aretina del comitato Arci provinciale, è stata presentata una proposta popolare per l’istituzione delle consulte zonali; proposta basata sulla riforma dell’Articolo 12 dello Statuto del Comune di Arezzo. Un modo di amministrare il decentramento territoriale già messo in pratica da città paragonabili alla nostra, quali Foligno, Viterbo, o Gubbio, come raccontato, durante la conferenza stampa, dal Presidente provinciale dell’Arci, Francesco Romizi e da Roberto Barone, consigliere comunale, nonché Presidente del Coordinamento dei Centri di Aggregazione Sociale aretini.
Il documento presentato (che si allega al comunicato stampa) si basa su un assunto molto semplice: nel territorio aretino esistono già ben 21 Centri di Aggregazione Sociale, distribuiti capillarmente nell’intero territorio comunale. Considerando che gli amministratori pensavano già di coinvolgere il territorio in maniera più diffusa, gli stessi amministratori prendano in considerazione i Centri di Aggregazione, come luoghi già esistenti e utili per lo svolgimento della democrazia partecipativa. Luoghi, per altro, dove da tempo immemore, quotidianamente, avviene un confronto fra i cittadini, ma che da oggi, vista la proposta, potrebbero ricoprire un ruolo molto più attivo, rispetto a quello che detengono da anni.
Alla città sarebbe offerta una base di partecipazione già significativa, diffusa, capace di catalizzare e coinvolgere altri enti, associazioni culturali, circoli, che andrebbero ad ampliare quel bacino partecipativo di cittadini intenti a proporre una politica attiva, che proprio il Comune di Arezzo si augura per una programmazione migliore delle sue attività. L’istituzione di più consulte (a costo 0 per l’amministrazione pubblica), dove al loro interno si ritroverebbero le associazioni, il mondo del volontariato, la cittadinanza, permetterebbe la fruibilità di maggiori conoscenze rispetto alle esigenze di ogni singolo territorio e renderebbe il cittadino partecipe delle decisioni che verranno assunte nei propri confronti.
Questo affinché il terzo settore possa dare un contributo attivo al nuovo decentramento come portatore d’interessi collettivi, con la missione di essere un raccordo dinamico e intelligente tra l’amministrazione comunale e i cittadini. Dal territorio c’è il bisogno e, soprattutto l’esigenza di avere una rappresentanza propria. Questa proposta favorirebbe di più lo scambio e la condivisione che dovrebbe avvenire fra il cittadino e l’amministrazione comunale.
Arci Arezzo, auspica che l’amministrazione comunale, dia una risposta, o per lo meno un giudizio, rispetto alla proposta fatta questa mattina e che la stessa venga presa in considerazione in una eventuale dialogo per la riattivazione di una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica della città.