Dichiarazione del segretario provinciale della Funzione Pubblica Cgil
“No allo smantellamento della Provincia di Arezzo”. Questa la netta posizione della Fp Cgil di Arezzo. “Senza consenso popolare si sta tentando di modificare una parte significativa della Costituzione Italiana. Il dibattito politico che si è sviluppato attorno al Capoluogo o al mantenimento della sola provincia aretina è strumentale per non occuparsi dei problemi reali dei cittadini e dei lavoratori. Finisce solo per mettere in risalto ogni singolo intervento di ogni singolo politico in attesa delle prossime elezioni e c’è la ricerca spasmodica del consenso che utilizza il populismo come strumento.
C'è schizofrenia politica interna ad ogni partito su tre livelli: Parlamento, Regione, e Comuni: evidente segno di opportunismo individuale, indice della crisi che i partiti fanno soffrire alla politica in Italia. E questo mentre nuovi tagli e vecchie tasse toccano tutti i cittadini e comincia il collasso dei servizi. In sanità mancano ad Arezzo 34 milioni di euro e il Direttore generale della ASL rassicura che va comunque tutto bene, mentre c'è un abbassamento della spesa del 5% sugli appalti da parte sempre della stessa ASL e i lavoratori delle Cooperative si vedono dimezzare lo stipendio, e si mette a rischio l'assistenza nellae case di riposo, nelle RSA, nelle convenzioni con il servizio Sanitario Privato e il Sociale viene messo in mano ad associazioni di volontariato mentre vengono fatti tagli alle scuole materne. E le aziende pubbliche fanno somministrazione di manodopera mettendo lavoratori pubblici insieme a quelli delle Cooperative e del Volontariato pagati diversamente e con diritti sempre minori dentro un servizio rivolto ai cittadini.
Nessuno va a toccare i veri privilegi nel Paese, nessuno prevede di smantellare i carrozzoni delle aziende municipalizzate, nessuno si accorge di quante gerarchie sostiene il nostro Stato.
In questo quadro non possiamo che ribadire il nostro no al progetto di smantellamento della Provincia, confermando quanto già dichiarato dalla segreteria provinciale FP e cioè che il nostro no nasce anche dal metodo con il quale il Governo ha avviato le procedure per una materia così delicata, per di più senza indicare vere soluzioni alternative per la gestione dei servizi erogati dall’Ente.
E’ evidente che siamo di fronte ad una strategia populista, liberista e di deregolazione che ha caratterizzato gli ultimi anni della politica italiana tesa a disconoscere lo stato sociale come patrimonio e quindi ricchezza della comunità. Non si stanno cercando i veri motivi della crisi, si elencano i problemi in modo generico, senza affrontare i nodi della crisi strutturale che viviamo e si finisce con l’impoverire i singoli cittadini minando quel sistema sociale che oggi più che mai si rivela indispensabile.
Capri espiatori vengono indicati i servizi e i lavoratori pubblici a costo di prevedere modifiche costituzionali anticipate in modo surrettizio da Decreti Legge, con il solo scopo di rispondere alle logiche dei mercati internazionali che governano oramai senza contraltare politico.
La sorte delle Province organi sovracomunali che potevano garantire anche un governo dei servizi a rete tra Comuni che sempre più si caratterizzano per auto referenzialità può rappresentare un'ulteriore frammentazione nelle scelte di servizio che porteranno sicuramente ad un aumento dell'isolamento di ogni singolo Comune.
E per questo che come CGIL FP in Arezzo siamo contrari al progetto di eliminazione senza che vengano garantite alternative credibili.