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Mobilitazione Coldiretti in difesa dell’olio made in Arezzo

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Mobilitazione Coldiretti in difesa dell’olio made in Arezzo

Dichiarazione evidente dell’origine in etichetta, che renda immediatamente riconoscibile il prodotto italiano e toscano, divieto di utilizzo di marchi capaci di evocare radici territoriali inesistenti e possibilità di verificare il prodotto anche con analisi sensoriali e non solo chimiche. Queste le risposte che la Coldiretti chiede con forza in risposta alla frode, al taroccamento, alla contraffazione e sofisticazione dell’olio extravergine toscano. Nel mondo lo vendono con l’etichetta “Tuscan Moon” spacciandolo per un vino sangiovese ma di toscano non ha davvero nulla. Lo stesso accade per il “Forest Ville”, etichetta chiaramente e furbamente ingannevole: c’è scritto “Sangiovese – Chianti” ma è prodotto nella Napa Valley. Poi c’è il “Toscano”, salame prodotto in qualche paese sconosciuto degli Usa – il “Fennel Pollin Saleme” venduto in accoppiata al vino, ancora toscano, si fa per dire; la “Palenta” prodotta in Serbia, la “Finocchiono”, tentativo cacofonico di imitare il successo della nostra Finocchiona e la passata di pomodoro “San Marzano” confezionati in Usa, la pasta “Italiano” prodotta in Egitto ed i “Macaroni” rumeni fino all’olio extravergine che sfrutta immagini e riferimenti della toscanità, come per esempio Firenze, per commercializzare confezioni il cui olio è la somma di miscele provenienti da paesi europei.
Oggi, di fronte al Consiglio Regionale, oltre centocinquanta agricoltori aretini, arrivati con tre pullman, insieme ai colleghi regionali per un totale di oltre mille coltivatori, hanno dato vita al “1° Salone degli Inganni” del Made in Tuscany realizzato da Coldiretti e presentato nel Salone del Gonfalone del Consiglio Regionale della Toscana in occasione del presidio cui hanno partecipato un migliaio di agricoltori uniti per chiedere etichette trasparenti, divieto di utilizzo di marchi ingannevoli e controlli e “dare il sostegno alla proposta di legge salva olio Made in Italy – spiega le motivazioni del presidio Tulio Marcelli, presidente Coldiretti Toscana – che attualmente è in discussione al Senato”. Da tutte le province toscane, quindi, un migliaio di agricoltori a Firenze, non per protestare ma per chiedere il sostegno del Consiglio Regionale. “Gli agricoltori aretini chiedono – spiega a sua volta il direttore di Coldiretti Arezzo, Giampiero Marotta – dichiarazione evidente dell’origine in etichetta, divieto di utilizzo di marchi capaci di evocare radici territoriali inesistenti, possibilità di verificare il prodotto anche con analisi sensoriali e non solo chimiche”.
“La legge salva olio – spiega poi Marcelli – è il punto da cui partire. Abbiamo bisogno di etichette trasparenti e chiare che rendono immediatamente riconoscibile il prodotto italiano e toscano: la nostra prima azione è quindi presidiare pacificamente il Consiglio Regionale”. Vino, olio e formaggio, secondo il presidente Coldiretti Toscana “sono nella top list dei prodotti più taroccati del nostro paese. Prodotti con una forte caratterizzazione territoriale che imitano in tutto il mondo proprio perché unici provocando purtroppo ingentissimi danni al nostro tessuto economico. Dobbiamo difendere il nostro modello agroalimentare basato sull’eccellenza perché sarà quello che ci salverà e garantirà un futuro al nostro paese”. Il modello agricolo italiano è infatti, vincente nel mondo dove ha conquistato primati nella qualità, tipicità e nella salubrità delle produzioni, ma anche nel valore aggiunto per ettaro di terreno ovvero la ricchezza netta prodotta per unità di superficie dall’agricoltura italiana è praticamente il doppio di quella di Germania, Francia e Spagna e il triplo di quella Inglese. Leadership per i prodotti tipici, record di longevità grazie alla dieta mediterranea, top di presenze per il turismo enogastronomico, i sistemi di controllo più efficaci del mondo per garantire la salubrità dei prodotti, sono alcuni dei primati del Made in Italy agroalimentare. “La Toscana è stata eletta regione leader per numero di specialità alimentari tipiche – conclude Marcelli – un primato da difendere con ogni mezzo”.