AL PRESDIENTE DELLA PROVINCIA
ROBERTO VASAI
AL SINDACO DI AREZZO
GIUSEPPE FANFANI
AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DI COMMERCIO DI AREZZO
GIOVANNI TRICCA
Dopo la serata di ieri alla Borsa Merci, a nome di tutti i lavoratori della Provincia di Arezzo, vogliamo ribadire che lo smantellamento o l’accorpamento delle provincie provoca un abbassamento dei livelli di democrazia e di rappresentanza democratica, allontana le istituzioni dai territori, delude le attese dei cittadini oltre ad aumentare l’incertezze in un momento invece dove è necessario agire, programmare ed intervenire efficacemente.
Abbiamo accolto favorevolmente l’appello e l’impegno del 5 settembre, ma intendiamo ricordare che è necessario comunque mettere in campo una revisione generale, dall’alto verso il basso, di tutte le articolazioni amministrative e rappresentative dello stato , compresi i compiti assegnati ai vari Enti. Questo è il percorso corretto per ottenere benefici e la riduzione della spesa pubblica garantendo i servizi attualmente erogati e gli investimenti nel territorio. Vogliamo ricordare, con i Sindacati di categoria provinciali, che sulle norme che hanno avviato di fatto lo svuotamento di questi Enti pendono ancora i pronunciamenti di legittimità costituzionale e le sentenze dei vari TAR e che quindi si dovrebbero attendere tali conferme prima di discutere sulla cosiddetta “ipotesi Rossi”.
Con l’incontro alla Borsa Merci crediamo si sia finalmente aperto il sano confronto che in passato è stato sottovalutato, evitato o addirittura negato da qualcuno. Rimane evidente il rischio della riduzione di alcuni servizi oggi erogati e della dispersione delle professionalità interne agli Enti, sia per mancanza di chiarezza che per l'assenza di indicazioni precise ad esempio sulle funzioni regionali da delegare ai nuovi Enti.
Non ci sono ad oggi indicazioni certe sul destino di servizi come l’agricoltura, la difesa del suolo, la caccia, la tutela della natura o dei centri per l’impiego e la formazione e il lavoro. Soprattutto mancano indicazioni sul destino dei finanziamenti e degli investimenti in corso o su quanta autonomia finanziaria e decisionale potranno avere i nuovi soggetti siano essi aggregazioni provinciali o comunali. Nulla è dato sapere su come si intende riorganizzare e distribuire nel territorio le sedi e gli uffici e, nessuno, si sta domandando quale sia il destino dei lavoratori ( e delle loro famiglie ) che sembrano, a questo punto, ininfluenti per il funzionamento e mantenimento dei servizi ai cittadini. Manca insomma tutta la riflessione su “chi fa che cosa” e con quali risorse.
Certo noi siamo per il mantenimento della Provincia, di questa Provincia, perché vogliamo mantenere inalterato il livello democratico che questo Ente ha sempre effettivamente rappresentato in tutto il territorio aretino. Chiaramente siamo per riconoscere Arezzo come capoluogo autorevole qualora la scelta ricada nell’area vasta. Ma siamo soprattutto per mantenere tutte le funzioni gestite oggi dalla Provincia e siamo pronti e favorevoli anche a riassorbire tutti i compiti e le competenze nel tempo assegnate ai vari soggetti doppioni o collaterali, come Agenzie, Consorzi, Società per una vera revisione della spesa pubblica.
Noi ci sentiamo parte della battaglia per Arezzo, sapendo che non è solo la battaglia degli aretini ma che è una battaglia per il rilancio del territorio e il ripristino della democrazia.
LA RSU DELLA PROVINCIA DI AREZZO