“Garantire contemporaneamente il diritto dell'obiezione di coscienza ed il diritto delle donne all'interruzione volontaria di gravidanza, nei modi e nei tempi stabiliti dalla legge 194”.
Questo il tema del confronto istituzionale tra la deputata Pd, Donella Mattesini e il Sottosegretario del Ministero alla salute, Cardinale. Un confronto che si è sviluppato attraverso un’interrogazione e la relativa risposta..
“Ho ricordato – afferma Donella Mattesini – che l'incidenza del fenomeno della interruzione volontaria di gravidanza, dalla introduzione della legge. 194 ad oggi, è in progressiva e costante diminuzione; che nel 2010 è stato rilevato un decremento del 2,1% rispetto al 2009, ed un decremento del 50,5% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza. Nel corso degli anni è cresciuto il ricorso all'interruzione volontaria di gravidanza da parte delle donne con cittadinanza estera, raggiungendo nel 2009 il 33,4 per cento del totale e questa rappresenta una criticità importante. Il ricorso dall'interruzione volontaria di gravidanza da parte delle minorenni è in lieve aumento, passando dal 2,7 per cento sul totale dell'interruzione volontaria di gravidanza del 2009, al 3,2 per cento del 2009”.
Nella sua interrogazione la deputata Pd evidenziava poi altri problemi: tempi di attesa per il rilascio della certificazione; basso ricorso al consultorio familiare e le strutture pubbliche sono in diminuzione. Nel corso degli ultimi anni è enormemente aumentata l'obiezione di coscienza tra i ginecologi e gli anestesisti. A livello nazionale si è passati, per i ginecologi, dal 58,7 per cento del 2005, al 70,5 per cento del 2007, al 71,5 per cento del 2008 ed al 70,7 per cento nel 2009; per gli anestesisti negli stessi anni, dal 45,7 per cento al 51,7 per cento. Per il personale non medico si è osservato un ulteriore incremento, con valori che sono passati dal 38,6 per cento nel 2005 al 44,4 per cento nel 2009;
Il rischio è che nei prossimi 5 anni, stante l'alta percentuale di obiettori e, considerati i pensionamenti dei medici obiettori, in tutta Italia rimarranno poco più di 150 non obiettori;
I rari medici ginecologi non obiettori oggi vivono una specie di segregazione professionale, in quanto costretti a fare solo aborti e nelle scuole di specializzazione non si insegna più come fare una interruzione di gravidanza.
Il Sottosegretario Cardinale ha risposto che va garantita applicazione della 194, sia per il rispetto dell’obiezione di coscienza, sia per garantire la libertà della maternità libera e consapevole da parte delle donne. “E questa affermazione è un fatto positivo – commenta Donella Mattesini. Le competenze sono anche delle Regioni, ma ci sono quelle che attengono al Governo ed al Parlamento. E mi riferisco, per esempio, al tema delle norme relative alle regole per le assunzioni, così come al tema della formazione degli operatori.
Non condivido, quindi, questo gioco dello scaricabarile sulla pelle delle donne. Il Governo ha il dovere di affrontare insieme alle Regioni il problema, ognuno per la propria competenza. C’è un luogo che è quello della Conferenza permanente Stato-Regioni ed ho quindi chiesto al Governo di convocare per affrontare insieme il problema della applicazione della 194, che già oggi non è più garantita in molte parti di Italia, con la conseguente migrazione di molte donne e con il concreto pericolo del ritorno all’aborto clandestino.
“E per quanto attiene al tema dei consultori, anche se è vero che la loro organizzazione e la scelta delle risorse da destinare ai servizi è di competenza regionale, è altrettanto vero che è compito dello Stato e quindi del Governo far rispettare le leggi nazionali – conclude Donella Mattesini. Sappiamo infatti che i Consultori pur rimanendo il servizio principale per la promozione della maternità libera e consapevole, per la promozione dell’educazione alla sessualità, sono ad oggi sottonumero rispetto alla percentuale prevista dalla legge e che l’azione degli stessi sarebbe essenziale, tanto più che sembrano essere in forte aumento le malattie sessualmente trasmissibili, nonché le interruzioni di gravidanza, che pur risultando nel complesso in costante e progressiva riduzione, vedono un aumento tra le donne immigrate e tra le giovani ragazze”.