La CGIL e la Lega SPI della Valtiberina prendono atto che a volte le istituzioni riescono nelle imprese più difficili. In questo caso sembra proprio che Enrico Rossi, Presidente della Regione toscana, sia riuscito a mettere tutti d'accordo, maggioranze e opposizioni, partiti concorrenti, sindacati spesso polemici tra loro, imprese e rappresentanze di categoria.
Tutti d'accordo nel non condividere le anticipazioni sempre più ricorrenti circa la scelta del rappresentante della toscana in seno all'Ente Acque Umbro Toscane a cui sarà affidata anche la gestione dell'invaso di Montedoglio che meritava di essere al centro dell'attenzione più per interventi operativi per la sua messa in sicurezza che non per vicende come questa.
A questo punto, dopo aver ringraziato il meteo che in questi ultimi 13 mesi non ha riproposto situazioni critiche, chiediamo a Rossi di prendere atto della volontà unanime della popolazione della Valtiberina e di dare ascolto ai Sindaci e alle associazioni che la rappresentano.
Se non lo farà, aprirà una frattura dalle conseguenze incalcolabili. Potremmo avere Sindaci che si dimettono, associazioni mobilitate e un'intera popolazione che comincerebbe a pensare che la Toscana è per loro più matrigna che madre.
A chi serve forzare la mano in maniera così insopportabile? La persona indicata nelle anticipazioni di stampa può candidarsi a cariche elettive oppure se vuole, ne ha la capacità e la possibilità ma è bene che quantomeno in questo caso lasci spazio a proposte nuove e maggiormente rappresentative del sentire comune della gente.
Chi ha elementi di pressione li usi dunque fino alle conseguenze più estreme, questa battaglia di civiltà non può essere persa pena la caduta forse irreversibile dell'affidamento collettivo nella politica con effetti nefasti sulla stessa tenuta democratica del territorio.