Martedi 27 Marzo, si insedia finalmente la RSU della Asl 8. E’ un momento importante per la democrazia sindacale, che quest’anno vedrà per la prima volta un sostanziale cambiamento negli equilibri interni. Le urne difatti hanno registrato una netta affermazione del Sindacato Infermieristico NurSind, unica compagine ad avere guadagnato in termini di seggi e consensi, che diventa quindi il secondo sindacato dell’azienda anche come numero di deleghe.
NurSind è di fatto l’unico sindacato che in questa tornata elettorale vede incrementare i propri seggi, che passano da 4 a 12, a fronte di un generale arretramento di tutti gli altri sindacati.
La futura RSU sarà dunque così composta: CGIL, 18 seggi (ne aveva 21) – NurSind, 12 seggi (ne aveva 4) – CISL, 9 seggi (ne aveva 11) – UIL , 2 seggi (ne aveva 3) – USB (ex RdB), 1 seggio (ne aveva 2) – FSI, 0 seggi (ne aveva 1)
L’affermazione del Sindacato Infermieristico arriva dopo quattro anni di duro lavoro, in cui abbiamo portato il nostro programma e gli obiettivi che ci eravamo prefissi, direttamente nei reparti ospedalieri e nelle strutture territoriali, tramite una presenza costante, ben percepita da quello che è il nostro bacino elettorale, ossia gli Infermieri.
Eravamo già presenti nelle passate RSU, e proprio quest’anno si compiono i dieci anni della nostra presenza attiva in azienda. Arezzo comunque non è un caso isolato, visto che il sindacato infermieristico avanza dappertutto e che su scala nazionale ha visto raddoppiare i consensi rispetto alle elezioni del 2007.
Il consenso importante ottenuto alla Asl 8, ci consentirà di lavorare per cercare di portare a casa gi obiettivi che ci siamo dati, e con cui ci siamo presentati al giudizio dei lavoratori. Poche cose, ma sulle quali non siamo disposti a fare sconti, a partire dalla ridefinizione delle dotazioni organiche che noi riteniamo ancora insufficienti rispetto al nuovo assetto che questa azienda si sta dando. Di pari passo dovrà andare la valorizzazione delle professionalità, soprattutto quelle infermieristiche, attraverso una revisione del regolamento di organizzazione che consenta il ripristino del Dipartimento Infermieristico quale riferimento per il governo clinico delle funzioni infermieristiche.
Gli Infermieri devono potere recuperare la fiducia in questa azienda, fiducia che è venuta sempre meno negli ultimi tempi. Uno dei fattori di malcontento che più spesso gli Infermieri denunciano, è la mancanza di trasparenza nelle selezioni interne e nelle graduatorie di mobilità, troppo spesso, proprio grazie ad un recente accordo, affidate all’arbitrarietà delle scelte dirigenziali, e quindi non legate al merito o alla reale valutazione dei curricoli.
Vorremmo portare la democrazia sindacale ai massimi livelli, permettendo la partecipazione dei lavoratori ai lavori dell’assemblea e coinvolgendoli nelle scelte, fino a ricorrere, se dovesse rendersi necessario, allo strumento referendario.
Saranno certamente tre anni non facili, determinati dalla contrazione delle risorse, ma su questo dovremmo lavorare nel segno dell’equità.
Per fare tutto ciò abbiamo certamente bisogno di realizzare una nuova sinergia anche con le altre organizzazioni sindacali.
Caduto il monopolio di una sola forza, è necessario mettere da parte la fase di contrapposizione a tutti i costi. I lavoratori ci hanno dato un mandato importante, sancito dall’alta affluenza alle urne. Sarebbe controproducente non potere cogliere questa opportunità per affrontare insieme obiettivi condivisi.