Ad Arezzo batte il cuore dell’imprenditoria toscana. E la rabbia delle categorie dell’artigianato e del commercio.
Martedì 10 luglio CNA, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti saranno in piazza San Jacopo. Appuntamento alle ore 19. Una sola nemica: la crisi. Tre gli interlocutori con i quali i rapporti continuano a non essere facili: lo Stato, le banche, la politica.
Sono attesi ad Arezzo centinaia e centinaia di imprenditori, dipendenti e pensionati provenienti da tutta la provincia e non solo. Il mondo dell’associazionismo del centro Italia guarda ad Arezzo con la massima attenzione e partecipazione. Non mancheranno gruppi di imprese e delegazioni di associazioni in arrivo da Firenze, Grosseto e Siena e dalle regioni vicine. Quella del 10 luglio è infatti l’unica manifestazione in Toscana che ha come protagoniste tutte e 4 le organizzazioni dell’Artigianato e del Commercio mobilitate contro la crisi. Da Chianciano Terme giungerà in piazza S. Jacopo anche una delegazione di Federalberghi, in prima fila contro Imu e pressione fiscale alle stelle, che ha organizzato un’analoga manifestazione nel proprio territorio.
Per sensibilizzare imprese e territorio, le Associazioni aretine hanno messo in atto una massiccia campagna di comunicazione che ha interessato tutta la provincia, utilizzando una pluralità di strumenti di promozione, da quelli tradizionali a quelli più innovativi e tecnologici. In ogni vallata sono stati organizzati anche servizi bus gratuiti per facilitare gli spostamenti dei partecipanti.
Sin dal pomeriggio di martedì in piazza S. Jacopo un gazebo funzionerà da punto informativo e per la distribuzione del materiale. Al centro dell’iniziativa un manifesto sindacale in 14 punti che sintetizzano i motivi della protesta e le richieste del mondo dell’Artigianato e del Commercio.
A lato della piazza il palco della manifestazione sarà allestito su un semirimorchio messo a disposizione dal settore dell’autotrasporto, uno dei più colpiti dalla crisi, dall’impennata del costo del carburante e dall’aumento delle accise.
Alle ore 19 apriranno la manifestazione i Presidenti Sereni, Lapini, Donati e Brogi in rappresentanza di circa 20 mila imprese aretine, ben oltre la metà del totale.
Il manifesto verrà poi consegnato dai Presidenti delle 4 Associazioni di categoria al Prefetto di Arezzo, ovvero alla massima istituzione dello Stato nel nostro territorio.
IL MANIFESTO IN 14 PUNTI
L’appello delle associazioni a commercianti e artigiani è chiaro:
E' IL MOMENTO DI ALZARE LA VOCE. SALVIAMO LE IMPRESE E I POSTI DI LAVORO
Sono 14 i punti che le associazioni economiche hanno messo al centro della loro iniziativa.
Al primo posto l’emersione del lavoro nero e la riduzione dell’abusivismo: “Una vera e propria piaga che incide sempre più negativamente sulle imprese che cercano di operare nella legittimità più completa”.
Al secondo un sistema tributario stabile che metta finalmente fine a regole fiscali mutevoli: “rafforzare la certezza del diritto garantendo regole fiscali semplici e stabili applicabili in modo uniforme e conoscibili in via anticipata dai contribuenti.
Terzo elemento: l’eliminazione del Patto di stabilità per gli enti locali virtuosi: “vincolando le risorse così liberate alle infrastrutture e alle opere immediatamente cantierabili coinvolgendo la rete delle imprese locali”.
Quarto: la pubblica amministrazione paghi il debito verso i privati. “Dopo i decreti del Governo, rendere immediatamente esecutivo il Fondo Centrale di Garanzia che garantirà minimo il 70% degli anticipi che le banche concederanno alle aziende”.
Quinto: Aggredire la spesa pubblica per ridurre la pressione fiscale: “tagliare già da quest'anno il 5% della spesa pubblica (800 mld), senza aspettare i tempi della spending review”.
Sesto: Subito a costo le perdite sui crediti inesigibili: “per i crediti non riscossi, consentire la immediata deduzione del costo fin dal momento in cui il giudice accerta la inadempienza del debitore”.
Settimo elemento. Detraibilità estesa ad altri oneri e spese relativi alla casa e alla famiglia: “rendere in parte recuperabili ulteriori spese sostenute nell’ambito della propria casa (o familiare); es. manutenzioni e riparazioni ad impianti (specie se previsti da normative vigenti); attività e spese per i figli, etc.”.
Ottavo: Imu per gli alberghi. Per un hotel l’immobile non è un lusso, ma un bene strumentale all’esercizio di impresa. Il calcolo della nuova imposta deve tenerne conto per non ridurre troppo la redditività del settore.
Nono: Moratoria sul pagamento dei tributi. “Moratoria per i debiti fiscali delle imprese in crisi senza aggravio di sanzioni e interessi di mora”.
Decimo elemento e cioè credito a chilometro zero: “i fondi ottenuti dalle banche a tassi di favore dalla Bce vadano a finanziare gli investimenti e a dare liquidità alle imprese in difficoltà per i ritardati pagamenti della PA”.
Undicesimo: come si può parlare di crescita con una pressione fiscale al di sopra del 45%. Con questo peso non ci sarà nessuna ripresa degli investimenti, alcun rilancio dei consumi, alcun allargamento dell'occupazione. È indispensabile ridurre il carico fiscale sulle imprese.
Dodicesimo: tetto massimo alle pensioni, stop ai baby pensionati e ai vitalizi facili. Introdurre – per norma – un tetto per le pensioni di non oltre 5 mila euro indipendentemente dalla quantità di contributi versati.
Tredicesimo elemento. Razionalizzare gli obblighi normativi per le imprese: riforma della pubblica amministrazione e semplificazione normativa in tempi rapidi.
Quattordicesimo e ultimo elemento: versamento dell’Iva all’effettivo incasso delle fatture emesse.