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Edilizia residenziale in picchiata

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Ad Arezzo i volumi dei nuovi fabbricati autorizzati nel comparto della residenza continuano a ridursi: calati dai 483.806 mc del 2008 ai 341.778 mc nel 2009, sono ulteriormente scesi ai 256.968 mc nel 2010.
L’anno peggiore risulta comunque essere stato il 2009, nel quale la contrazione è stata del – 29,4%, mentre nel 2010 si è attestata sul – 24,8%.
Nel comparto non residenziale invece, la crisi si è concentrata nel biennio 2008-2009 e si è assistito ad un rimbalzo nel 2010 di 403.512 mc , ben superiore ai 283.543 mc del 2009 (+ 42,3%). Evidente la contrazione rispetto al 2008, anno nel quale i mc autorizzati erano stati 584.597.
Ad Arezzo, dei 403.000 mc autorizzati oltre la metà riguardano l’industria e l’artigianato (239.876), circa 80.000 il commercio/turismo e quasi 59.000 l’agricoltura.
I dati locali sono in linea con quelli nazionali: in base ai risultati di un’indagine condotta presso le imprese associate nel mese di aprile 2012, l’Ance (Associazione Nazionale Costruttori Edili) ha rivisto al ribasso la previsione relativa al 2012 già formulata a dicembre scorso, stimando un calo degli investimenti in costruzioni del 6,0% contro il -3,8% precedente.
In cinque anni, dal 2008 al 2012, il settore delle costruzioni avrà perso più di un quarto (-25,8%) degli investimenti, ovvero 43 miliardi di euro in meno, riportandosi ai livelli di produzione di metà degli anni ’70.
Soffrono tutti i comparti ad eccezione degli interventi di recupero del patrimonio abitativo (+9,3% nei cinque anni), stimolati anche dalle agevolazioni fiscali per le spese di ristrutturazioni edilizie (36%) previste per le famiglie.
Risultati molto negativi segna la nuova edilizia abitativa che nei cinque anni avrà perso il 44,4% del volume di investimenti.
Alcune misure contenute nel Decreto Sviluppo, sollecitate dall’Ance per rilanciare la crescita, rappresentano un primo segnale concreto per contrastare la crisi, una boccata di ossigeno per il settore delle costruzioni. Per effetto dei provvedimenti di incentivazione, in particolare di quelli riconducibili alle detrazioni per gli interventi di ristrutturazione ed efficientamento energetico, le previsioni dell’Ance per il 2013 indicano un arresto della caduta: gli investimenti in costruzioni segnano un +0,1% rispetto al 2012.
“Dall’analisi dei dati emerge con chiarezza la crisi che l’intero settore dell’edilizia sta attraversando, tuttavia alcuni segnali positivi si intravedono, come il recente incremento fino al 50 % delle agevolazioni fiscali per le ristrutturazioni con innalzamento ad € 96.000 della soglia detraibile per ciascun intervento – spiega Giuseppe Fabozzi, Presidente di Ance Arezzo – questo dovrebbe consentire di far ripartire il settore, quanto meno per la parte relativa al recupero del patrimonio edilizio esistente, che negli ultimi anni è stato alquanto trascurato, in quanto le famiglie tendevano ad abbandonare i vecchi immobili del centro storico per andare a vivere in case nuove più confortevoli fuori città. Sotto quest’aspetto non hanno aiutato le varie leggi e regolamenti urbanistici che si sono succeduti nel tempo, tanto che dal punto di vista burocratico era più semplice edificare nuove costruzioni piuttosto che ristrutturare quelle vecchie: l’iter che bisognava seguire per approvare un semplice piano di recupero era un vero e proprio percorso ad ostacoli – continua Fabozzi – la ripresa dell’intero sistema Paese, come ci hanno dimostrato gli esempi di Germania e Francia, non può che passare dal settore edile, magari prestando maggiormente attenzione a temi ambientali, quali bioedilizia ed energie rinnovabili”.